Carlo Lorenzini (Collodi) – I misteri di Firenze – 17 – La caccia in città -4


112-cattedrale-santa-maria-del-fiore1
Firenze – Cattedrale Santa Maria del Fiore – immagine tratta dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Firenze” di Strafforello Gustavo – 1890

[…]
Due giorni dopo, il giovine marchese andava a casa del Calami, con mille franchi in tasca.

— Eccoti i cinquanta napoleoni ! —disse Stanislao ad Amerigo, posando un piccolo gruppo sulla tavola
— Cioè ?… — domandò il Conte, facendo l’astratto.
— Sono i cinquanta napoleoni che mi chiedesti l’altro giorno.
— Ah ! — grido il Calami, come se cascasse dalle nuvole — Sta bene ! sta bene. J’y suis ! Bravo Stanislao: questa esattezza ti onora.  Siedi: ho bisogno di parlarti.
— Ho fretta : alle due debbo partire con mio padre per la fattoria di San Piero.
— Cinque minuti soltanto.
— Eccomi qua ! — disse Stanislao, sedendosi sopra il bracciuolo d’una poltrona.
— Mi credi amico dell’amico ? — domandò il Calami con un atto eroicomico, piantandosi ritto dinanzi al giovine Teodori, e incrociando le braccia sul petto, come l’esule di Sant’Elena.
— Perchè no ?
— Mi credi capace di conservare un segreto ?
— Ti credo capacissimo — soggiungeva l’altro, il quale andava abbaccando col cervello, cosa mai volesse significare tutto questo preludio.
— Allora non mi dar dell’indiscreto, se ti affaccio una domanda.
— Parla.

Il conte fece una breve pausa: poi assottigliando il cannone della sua voce, per quanto gli era possibile, soggiunse con grazia:
— Quali relazioni esistono fra te e la Contessa Floriani ?
— Quali relazioni ?… — ripetè Stanislao, abbassando gli occhi e facendosi rosso nel viso, come un collegiale d’antica stampa — Non saprei !…
— Amico ! — gridò il Calami scherzando — quella tinta cremisi che ti ha imporporato le imberbi gote, ti accusa in peccato. Olà: cosa ci passa fra te e quella selvaggia indemoniata ?
— Nulla… nulla affatto, sulla mia parola — rispose l’altro, tutto confuso e mortifìcato — Io conosco la Contessa Emilia… è vero: l’ho incontrata più volte in casa di mia zia, della Marchesa Olimpia… abbiamo barattato insieme qualche parola… ed eccoti detto tutto.
— Stanislao, tu l’ami !
— È una simpatìa… che è rimasta sempre una simpatìa.
— È una simpatìa… che è giunta fino alla dichiarazione inclusive…
— Come l’hai saputo ? — domandò Stanislao, alzandosi in piedi e prendendo per le mani Amerigo.

Il giovine Teodori soffriva visibilmente, come se una mano spietata gli lacerasse una ferita rimarginata di fresco.
— Sciagurato ! tu non meriti compassione — continuò a dire il Calami — Sono pochi mesi che ti sei staccato dalla sottana dei reverendi padri che t’insegnarono a masticare il Tytire tu patule di Virgilio, e il Saepenumero mihi cogitanti di Cicerone, e già ti credi esperto pilota, da avventurarti sicuro fra mezzo a Scilla e Cariddi…
— È vero, Amerigo, è vero ! Appena tornato da Friburgo, io fui assalito da questa tremenda passione… Ragazzo e timido per carattere, ho immensamente sofferto… immensamente, credilo ! senza avere il coraggio di palesarmi.
— Incauto ! — disse il Conte, scrollando il capo in atto di compassione.
— Eppure ! — riprese il giovinetto, con un grosso sospiro — ci fu un momento che mi parve di essere riamato. E perchè debbo vergognarmi a confessarlo ?… Maladetta l’ora in cui la passione, traboccando in me, mi fece ardito di scrivere poche righe… Lo crederesti ?… da quel giorno, da quell’ora in poi, la Contessa ha ricusato ostinatamente di ricevermi… di parlarmi. Era così grave il mio delitto da meritarmi questo castigo ?… Imbecille ! ed io che m’ illudeva !… Io che mi credeva corrisposto !… Almeno mi fosse rimasta l’illusione!…
— Tu piangi ? — domandò freddamente Amerigo, dopo qualche minuto di profondo silenzio.
— È… la… rabbia ! — disse Stanislao, asciugandosi gli occhi.
— È l’amore ! — riprese l’ altro, collo stesso tuono di voce — Quindi posando una mano sulla spalla del giovinetto, aggiunse: — Stanislao, la tua età, la tua inesperienza… dirò di più, le tue lacrime mi hanno interessato… Io ti voglio salvare.

Il Marchesino si scosse dal suo abbattimento, e alzando vivamente la testa, guardò in faccia il Calami con atto di sorpresa.
— Si — riprese questi — io ti voglio salvare ! un grave pericolo ti pende sul capo.
— A me ?
— A te. Segui il mio consiglio… e mi sarai riconoscente per tutta la vita.
— Consigliami, Amerigo !… cosa debbo fare? — domandò il giovinetto, con l’accento della preghiera.
— Ascoltami: metti all’ordine i tuoi bauli, strappa all’avarizia di tuo padre una credenziale di cinquantamila franchi sopra Fould e parti subito per Parigi…
— Perché ?
— Parti subito per Parigi, ti ripeto. Visita la Francia, l’Inghilterra, la Germania, la Svizzera. Viaggia, divertiti, spendi a rotta di collo… e dopo sei mesi di questa vita, ripiglia la via di Firenze. Al tuo ritorno, se vuoi, ti dirò la ragione di questo consiglio.
— lo non parto !
— Se resti, sei perduto: tu corri incontro a una iliade di forti dispiaceri.
— Credi forse che mi sia necessario un viaggio di sei mesi per dimenticarmi della Contessa Emilia ?… Oh ! t’inganni — disse Stanislao, sforzandosi di atteggiare la bocca ad un sorriso annacquato.
— Imbecille — gridò il Conte, com’uomo che perda la pazienza — e chi ti dice che non sia necessaria una tua assenza di sei mesi, perchè la Contessa Emilia si dimentichi di te ?
— Di me ?… la Contessa ? — domandò il giovinetto, balbettando e cambiando di colore.
— Si: è poiché l’usarti carità è come farti un mal garbo, sappi dunque che la Contessa disgraziatamente ti ama !
[…]

( Carlo Lorenzini (Collodi) – Brano tratto dal libro “I misteri di Firenze – Scene sociali” – 1857)

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Sorvolando sui racconti…le immagini mi affascinano. Ce ne sono di bellissime.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...