Carlo Lorenzini (Collodi) – I misteri di Firenze – 18-  Un trabocchetto -4


109-firenze-loggia-dei-lanzi
Firenze – Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria – immagine tratta dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Firenze” di Strafforello Gustavo – 1890

[…]

Appena ebbe letto il biglietto, il giovine Teodori, corse, a guisa di forsennato, a casa della Contessa; la Contessa non c’era ! Vi ritornò venti volte, e sempre la medesima risposta !  Il giorno dipoi non era ancora tornata.  Il terzo giorno, finalmente, Stanislao venne a sapere che ella era partita per Ginevra, con un baronetto inglese, forse sospinta dal desiderio di visitare la tomba di Giangiacomo Rousseau.

Fu questo un colpo mortale al cuore del povero amante. Giurò di vendicarsi… Poi alla rabbia successe il dolore, la cupa disperazione: ma siccome provvidamente avviene che all’epiteto inconsolabile, applicato alle vedove e agli innamorati, vi sono sempre sottintese le parole — per pochi giorni — cosi anche Stanislao, che si riteneva malatissimo per tutta la vita, nel corso appena
di due settimane, provò gli effetti miracolosi della gran medicina del tempo.

Gli amici e, in particolar modo, il Conte Calami, lo consigliarono a stordirsi; parola infranciosata, che tradotta in pretto italiano, significa: incitrullirsi, a furia di farne di tutti i colori.

— Vuoi guarire della tua passione ? — diceva Amerigo — Giuoca: il giuoco è uno specifico per tutte le malattie di cuore.
— Non conosco le carte ! — rispondeva il giovinetto, col chiodo della mente sempre fisso nell’immagine della Contessa.
— Le imparerai: è uno studio di pochi minuti.
— Non c’ho vocazione.
— Tutto all’opposto: secondo il sistema di Gall, tu hai il bernoccolo del giuocatore… del gran giuocatore !…
— No, no, — insisteva Stanislao — gli sfortunati non debbono giuocare.
— Ricordati del dettato: disgrazia in amore, fortuna alle carte.

E così di questo passo, dai oggi, dai domani, Stanislao fìnalmente si lasciò condurre al tavolino. Dapprincipio giuocò, come suol dirsi, piccola moneta, tanto per ammazzare il tempo, e per non star lì a far la figura del lampione (frase tecnica e avvilitiva, con cui soglionsi qualificare coloro che assistono ai tavolini di giuoco, come semplici spettatori !).  Intanto gli amici, onde scuotere il novizio dalla sua letargia, decretarono di farlo vincere: e tanto avvenne.

Allora Stanislao mutò registro. I subiti guadagni gli mossero in corpo un ardore novello, e in pochi giorni, e quasi a sua stessa insaputa, si sentì trasformato in un accanitissimo giuocatore. Le carte, per lui, non furono più un libro chiuso: ma diventarono una scienza che aveva delle regole fisse e prestabilite.

Vinceva  e pretendeva di vincere, non già per il buon vento della fortuna, o per la buona volontà dei compagni, ma sibbene in virtù dei calcoli e degli studi già fatti in proposito. (È questo un caso di demenza e di aberrazione mentale, che si verifica frequentemente nella gran famiglia dei giuocatori !).

Fino a tanto che la fortuna gli sorrise in modo lusinghiero, la sua casa fu corte bandita per tutti gli amici. Cene, pranzi, feste che cominciavano a sera e finivano a giorno chiaro.  I primi rovesci lo fecero rientrare in sè e lo mossero sulla via della prudenza. Allora i compagni si dettero a solleticarlo nel lato debole.

— Tu sei un giuocatore da far paura ! — gli dicevano alcuni.
— Hai più coraggio di Muzio Scevola — soggiungevano altri — Guai se ti capita un quarto d’ora di buon vento ! saresti capace di ridurre all’elemosina tutti ì banchi di Baden-Baden.
— Bel giuocatore ! — gridava il Calami, fingendosi entusiasta — Bisogna venire a scuola da te, per imparare a perdere con sangue-freddo e con dignità !

Il giovine Stanislao si lasciò abbindolare da questi falsi complimenti, e per conservarsi la reputazione di giuocatore da far paura, (è una vanità, come tutte le altre !) nel corso di pochi mesi perdette non solo i guadagni fatti, ma intaccò mortalmente il capitale.

Ebbe qualche minuto di scoraggiamento e fece proposito di ritirarsi dalla palestra.

— Non hai giudizio ! — gli dicevano gli amici compassionandolo — Al giuoco ci vuol costanza: e prima o poi, il momento della fortuna deve tornare.

Stanislao, come è naturalissimo prestò fede alle profezie: ma il momento della fortuna non tornò più. Perdeva a rotta di collo e tutti gli imprestavano danaro, tutti lo invitavano a giuocare sulla parola, tutti gli facilitavano i mezzi a provvedirsi di moneta.

Intanto venne finalmente il giorno nero : venne finalmente il giorno, in cui il povero Marchese si trovò all’asciutto sulle secche di Barberia.

Allora fu un voltafaccia generale. Non più un amico che avesse da somministrargli uno scudo, non più un banchiere, al tavolino, che volesse tenergli venti franchi sulla parola.

— Non l’avere a male — rispondeva l’amico, a cui il Marcheslno rivolgevasi per qualche imprestito
— Non è per diffidenza: ma, al giuoco, non presto un soldo neppure a mio padre. È un sistema !
— Ognuno ha le sue superstizioni — soggiungeva, un banchiere, invitato da Stanislao a reggergli qualche cosa sulla parola — O denari in tavola, o nulla : la parola mi porta disgrazia.

Contristato, avvilito e ridotto al verde, il giovine Marchese prese l’ostracismo dai tavolini di giuoco, e uscito fuori dal cerchio del gran mondo, si dette a un genere di vita più moderato e tranquillo.

In codesto tempo di crisi, strinse amicizia coll’avvocato Bifronti  e, pur di far qualcosa, si buttò nella politica a corpo perduto.

[…]

( Carlo Lorenzini (Collodi) – Brano tratto dal libro “I misteri di Firenze – Scene sociali” – 1857)

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. reocochran ha detto:

    This is a beautiful setting and your black and white photograph brings out the historical appearance, too.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...