Stiavelli Giacinto – La vita in Toscana nel XIX° secolo – 1


Firenze - Palazzo Pitti - Facciata posteriore
Firenze – Palazzo Pitti – Facciata posteriore – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

Nelle poesie di Antonio Guadagnoli si rispecchia fedelmente, e in modo anche mirabile, la vita della Toscana durante il governo di Leopoldo II di Lorena, e, più che altro, la vita corsa dal 1824, anno in cui il buon principe salì al trono, al 1847, anno in cui i toscani incominciarono, pur essi, a tumultuare per la libertà e per l’indipendenza. Non dico per l’unità, inquantochè questa era soltanto nella mente di pochi.

Come leggiere e gaie sono le poesie del Guadagnoli, cosi gaia e leggiera era quella vita; una vera pasciona, come la chiama il Giusti.

Materialmente, si stava benissimo, proprio al superlativo, e i nostri vecchi possono farcene testimonianza. Moralmente — e s’intenda anche politicamente — non si stava male; direi anzi, che si stava bene; posto mente a come si viveva nelle altre terre italiane (nelle quali, sia detto tra parentesi, s’impiccava, si tagliava la testa, si fucilava che era un piacere : e da per tutto, anche in Piemonte, convertitosi alla libertà dopo della Toscana, sia pure che, cogli anni, le passasse avanti, e, fiutato l’avvenire, si mettesse a capo del movimento nazionale).

In Toscana — o nella Toscanina, come allora si chiamava il paese che l’Alfieri avrebbe desiderato fosse tutto il mondo — i viveri non costavano quasi nulla. Con pochi soldi si mangiava e si beveva, e bene. Il pane costava una crazia (dieci centesimi) la libbra, e la carne cinque e persin quattro crazie. Con quattro crazie si aveva pure un pollastro e con un paolo (56 centesimi) una gallina.

Il vino costava una inezia; due soldi il fiasco, se nuovo e comune, e quattro o cinque crazie, se vecchio e scelto. Se poi la raccolta era stata molto abbondante, esso non costava quasi nulla. Tanto è vero che vi furono delle annate (annate eccezionali, badiamo) « in cui la gente — come racconta Giuseppe Conti nel suo buon libro Firenze Vecchia — andava ai conventi di Santa Maria Maddalena, del Maglio, di Santa Verdiana e ad altri, con certi fiaschi che parevano barili, e glieli empivano per una crazia, cioè sette quattrini (dieci centesimi), e molto spesso la buona monachina regalava una mela alla bambina o al ragazzo che andava a prendere il vino. »  

Ed era vino per davvero, senza l’ombra del battesimo. Si beveva molto, e difficilmente ci si ubbriacava, perchè il vino, quando non è intrugliato, di rado va alla testa, beninteso non abusandone. Così, non solo non c’era chi morisse di fame, ma nemmeno chi digiunasse. In tutte le case poi, anche in quelle più umili, si accendeva il fuoco per cucinare, e le osterie erano piene zeppe.

La mattina, per colazione, si mangiava la pappa coll’olio e coll’aglio, in vece di prendere il caffè e latte, come usa oggi. Al tocco (cioè all’una) si andava a desinare (guai a Firenze a dir pranzo !), e il pasto, frugale ma gustoso, si componeva generalmente di minestra, lesso e qualche altra cosellina. Se era giorno di festa, si mangiava la coratella nel tegame, il fegato con uova, il pollo nella bastardella, o l’agnello. Se era poi di carnevale, si portava a tavola il lombo di maiale arrosto, o un bel piatto di fegatelli. La sera si cenava verso le otto, tanto d’estate quanto d’inverno, e ci si contentava, di solito, di un po’ d’affettato, cioè salame, o prosciutto, o mortadella, detta volgarmente finocchiona. In quaresima, si mangiava il caviale, che allora costava poco, o le aringhe coi broccoli, o i fichi secchi, o le noci, o le mele.

Nelle case dei signori si mangiava un po’ di più, ma non molto.

 

 

( Stiavelli Giacinto, brano tratto dal libro “Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi” – 1907 )

Firenze - Palazzo Pitti
Firenze – Palazzo Pitti – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori
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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Interessante questa nuova sezione.

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Grazie per la tua costante attenzione.
      Carlo

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  2. tachimio ha detto:

    Una vita semplice , genuina, ricca senz’altro interiormente. Una pagina deliziosa, molto interessante. Grazie Carlo. Buona giornata. Isabella

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ti ringrazio. Buona giornata anche a te.
      Carlo

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