Stiavelli Giacinto – La vita in Toscana nel XIX° secolo – 5 – Teatri: Pergola, Cocomero e Piazza Vecchia


Firenze - Via dei Cerretani - immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899
Firenze – Via dei Cerretani – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di Eugenio Müntz, Fratelli Treves Editori, 1899

Di gente rigurgitavano pure i teatri, nei quali si rappresentavano spettacoli gustosissimi, siano di prosa, siano di musica, che il buon popolo si godeva, pagando un’inezia. I principali teatri di Firenze erano la Pergola, per la musica, il Cocomero (oggi Nazionale) per la prosa, e la Piazza Vecchia, per lo Stenterello.

Con un paolo si entrava al Cocomero e ci si levava il gusto di sentire le migliori compagnie drammatiche d’Italia. « Quest’uso, col tempo diventò un diritto, e i diritti si difendono, ma non si discutono ; tant’è vero che il giorno nefasto, in cui l’impresario Somigli, per ragioni, forse più economiche che politiche, osò inacerbire il biglietto d’ingresso, portandolo alla cifra draconiana di 84 centesimi (parafrasi di una lira toscana), fu un giorno di lutto universale per tutta la città » (Collodi).

Proprio così: si chiusero le botteghe, i cittadini si riversarono nelle vie quasi tumultuando, e il Granduca, per misura d’ordine pubblico, fece consegnare i suoi gendarmi in caserma « per paura che in tutto quel subbuglio non rimanessero sotto qualche carrozza ».

Alla Pergola, naturalmente, si pagava di più, ma non molto. Assai meno, invece, si pagava alla Piazza Vecchia, dove si facevano le più matte risate di questo mondo.

Alla Pergola si davano pure dei bellissimi veglioni, ai quali assisteva lo stesso Granduca, dopo, per altro, essere stato allo spettacolo del Cocomero o del Teatro Nuovo.

E quei veglioni (dirò col Conti)   « erano come una leggenda, una fantasia, una visione per le menti del popolo, molti del quale tra i loro desiderii, che sembravano inappagabili , mettevano quello di vedere, prima di morire, un di quei veglioni, sebbene ci volessero tre paoli, somma enorme per quei tempi, e poi il resto ! ».

 

 

( Stiavelli Giacinto, brano tratto dal libro “Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi” – 1907 )

Telemaco Signorini - Mercato Vecchio a Firenze 1882
Telemaco Signorini – Mercato Vecchio a Firenze 1882
Firenze - Teatro della Pergola 0001
Firenze – Teatro della Pergola

 

 

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5 Comments Add yours

  1. Nico ha detto:

    Buongiorno Carlo, sempre molto interessanti i tuoi articoli, questo in particolare perchè viene citato un famoso casato Fiorentino da cui discende il mio cognome.
    Bravissimo come sempre!!

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ti ringrazio e saluto.
      Carlo

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      1. Nico ha detto:

        Ma grazie a te caro….ciao!

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Thank you.

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