Strafforello Gustavo, Livorno – 1890 – Darsene


Livorno - Darsena Vecchia - Immagine tratta dal libro Livorno di P.Vigo, 1915
Livorno – Darsena Vecchia – Immagine tratta dal libro Livorno di P.Vigo, 1915

Distano poco l’una dall’altra e la prima, la più antica, fu in addietro il porto dell’antico castello. Incominciava dallo scalo Regio in faccia al primo quartiere di Livorno e terminava davanti i bastioni smantellati di porta Nuova.

In continuazione di questa vecchia, un’altra darsena fu costruita nel 1591 sotto Ferdinando I da non men di 5000 lavoranti, comprendenti contadini, soldati, marinai e schiavi, i quali prosciugarono e scavarono uno stagno vicino che infettava l’aria.

Codesta nuova darsena, che poteva accogliere più di sessanta galee, fu ultimata in soli otto mesi, durante i quali furono estratti 800.000 barili d’acqua putrefatta, conficcate 510 palafitte, collocati nelle pareti laterali una quantità di cassoni rivestiti di ferro e compiuti altri lavori, che furono proseguiti dì e notte senza interruzione.

La terza darsena, in linea alle due precedenti, accolse, or fa circa una diecina d’anni, la notissima corazzata Lepanto, varata dal cantiere dei Fratelli Orlando, che sta in prospetto. La superficie di questa terza ed ultima darsena, che sbocca nel molo Mediceo, misura 41.338 metri quadrati ed ha un fondo di metri 7.50.

Trattandosi di un porto così importante come quel di Livorno crediamo utile riferire quel che ne scrive T. Rosati nel suo libro recentissimo Le Coste d’Italia (Roma 1895):

« Il porto Vecchio è formato da due moli e difeso da buone fortificazioni. È però di difficile accesso pei suoi banchi di sabbia, e quindi non può ricevere grandi navi; viceversa poi é considerato come il più comodo e più sicuro porto mercantile dell’Italia. I legni da guerra debbono fermarsi nella rada che presenta un eccellente ancoraggio. Cosimo I, granduca di Toscana, fece innalzare l’arsenale della Darsena, fece designare le linee di un nuovo porto, ed, erettavi la torre del fanale, incominciò la fabbrica del molo. Egli dichiarò Livorno Porto franco e vi attirò molti Greci donando loro San Jacopo. Oggi è quasi compiuto un nuovo porto, che tirato innanzi a furia d’immense gittate ed ingenti escavazioni, è degno in tutto e per tutto dell’illustre città commerciale. Oltre al porto Vecchio, o Mediceo, ed al porto Nuovo, esistono in Livorno tre darsene che pigliano il nome di Mandraccio, darsena vecchia e darsena nuova. Il fondo del porto è composto di sabbia, roccia e fango. La media della marea è di metri 0.43 ».

 ( Strafforello Gustavo, brano tratto dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Massa e Carrara, Lucca, Pisa e Livorno” – 1890 )

Livorno - Cantiere Orlando - In attesa del varo
Livorno – Cantiere Orlando – In attesa del varo – Foto tratta da “Livorno” di Pietro Vigo – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1915
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