Stiavelli Giacinto – La vita in Toscana nel XIX° secolo – Esuli italiani -2


Firenze - Panorama verso Orsammichele in una foto tratta dal libro “Firenze” di Tarchiani Nello, 1878
Firenze – Panorama verso Orsammichele in una foto tratta dal libro “Firenze” di Tarchiani Nello, 1878

Si disse anche che Niccolò Tommaseo venne scacciato da Firenze per certo suo scritto apparso nell’ Antologia del Vieusseux, nel quale paragonava all’Acaja il Regno Lombardo-Veneto, ma la cosa non è esattamente vera.

Così andò il fatto: il Tommaseo, dando notizia di una traduzione dal greco di Pausania, scrisse : « I Romani sentirono pietà della Grecia e restituirono a popolo per popolo l’antico consiglio. Un pretore mandavasi tuttavia in Grecia a mio tempo… Non lo chiamano pretore della Grecia, ma dell’Acaja (il Regno LombardoVeneto) ».

Queste parole, che, poi, erano innocentissime, misero il campo a rumore, e molto se ne dolse l’Austria (beninteso a mezzo del suo ministro a Firenze), vedendo paragonare il dominio dei romani in Grecia a quello degli austriaci in Italia. Fu domandato al Vieusseux chi si nascondesse sotto le iniziali K.X.Y., segnate appiè dell’articolo criminoso, e, siccome quel valentuomo non volle fare alcun nome, dichiarando che avrebbe mancato « all’onore e alla delicatezza nel palesare i nomi di persone le quali amano di rimanersene anonime e confidano nella sua discretezza e lealtà » (testuali), così l’ Antologia venne soppressa (il 26 marzo del 1833).

Avvenuto questo, il Tommaseo, in una lettera a Leopoldo II — che (come bene osserva Emilio del Cerro ne’ suoi gustosissimi Misteri di Polizia) « forma una splendida pagina del libro d’oro del giornalismo italiano » — si dichiarò autore del breve scritto su Pausania (e di altro pure su la Russia, che aveva fatto andare in bestia quel ministro, e che era, invece, di certo Luigi Leoni, impiegato granducale a Follonica).

Il governo lorenese, pago di avere soppresso il foglio del Vieusseux, non importunò menomamente il Tommaseo; il quale, per altro, temendo noie e sospettando, anzi, di essere consegnato all’Austria, abbandonò clandestinamente Firenze, ma ben sette mesi dopo l’accaduto. Si aggiunga che vari anni dopo, nel 1839, il Tommaseo chiese di poter tornare in Toscana e il governo granducale glielo permise.

 

 

( Stiavelli Giacinto, brano tratto dal libro “Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi” – 1907 )

Firenze - Panorama con S.Croce e Porta S.Niccolò in una foto tratta dal libro “Firenze” di Tarchiani Nello, 1878
Firenze – Panorama con S.Croce e Porta S.Niccolò in una foto tratta dal libro “Firenze” di Tarchiani Nello, 1878
Firenze - Panorama
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