Stiavelli Giacinto – La vita in Toscana nel XIX° secolo – Arti, scienze, studi


Firenze - Piazza della Signora, Palazzo Vecchio, Loggia dei Priori
Firenze – Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio , Loggia dei Priori – Immagine tratta dal libro “Firenze” di Nello Tarchiani, 1915

Arti, scienze, studi proteggeva il Governo, e i migliori ingegni insegnavano in Toscana, dal Governo stipendiati. Insegnava, a Firenze, il Bufalini: e a Pisa insegnavano il Mossotti, il Puccinotti, il Regnoli, il Matteucci, tutti esuli delle altre terre italiane, ai quali non si domandava menomamente quali erano le loro opinioni politiche.  In Toscana avrebbe avuto una cattedra anche il Gioberti, se Carlo Alberto non lo avesse inibito. Or tutto questo ci dica quanto Leopoldo II fosse « vago allora di circondare il trono non di stranieri soldati, ma di cultori delle scienze ».

Le scuole non erano molte, ma buone. Le università di Pisa e di Siena andavano giustamente famose in tutta Italia, e le Scuole Pie di Firenze erano frequentate dai figli delle più illustri casate, anche di quelle che più avevano reputazione di liberali.   I Padri Scolopi, bene scrive N. Nobili, « con l’insegnamento classico in ispecie, si studiavano di formare il carattere dei loro alunni; e, istillando ad essi nel cuore l’amor della patria, li educavano ad essere ed a sentirsi italiani ».

Si aggiunga che permessi « volentieri e ospitati » , come scrive il Martini, erano i congressi degli scienziati, è proprio allora che il Radetsky li diceva intesi « a gettare le fondamenta dell’opera infernale della rigenerazione italiana ».

A Firenze, poi, l’Accademia dei Georgofìli era un gran focolare di scienza e di civiltà che (come bene osserva Aurelio Gotti in quel suo grazioso libriccino che da Firenze s’intitola « riscaldava ed illuminava tutto il paese e spandeva la sua luce per tutta l’Italia » . Né esagerate sono le lodi che di essa fa l’Orlandini in un sonetto, inedito, “per la prima commemorazione secolare del giorno della sua istituzione (5 giugno 1733)” :

  Per cento anni di vita, anzi di gloria,
Volò chiaro il tuo nome ai quattro venti.
Si che non fia che la futura Istoria
Fra’ primi itali onor te, non rammenti.

  Degli alti Veri tuoi serbâr memoria
Sofi sul trono, e si giovâr le genti;
E tu vincevi appien, se la vittoria
Non rompean nuove Furie e infausti eventi.

  Ma vincerai: che vinca il Dritto è fato;
E tel promette questa imagin viva
Del Saggio d’Arbia, che da Dio spirato :

  “ La mia man, grida, una catena tolse
Dal pie’ d’Italia ” ; — e un di sarà chi scriva
Sotto l’imago altrui : — Tutte ei le sciolse. —

Nelle due terzine si allude alla statua di Sallustio Bandini, scolpita dal Fantacchietti per commissione del marchese Cosimo Ridolfi, il quale, commemorandosi il primo centenario della fondazione dell’Accademia dei Georgofìli, la scoperse ai suoi amici e suoi conoscenti.
 
 

( Stiavelli Giacinto, brano tratto dal libro “Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi” – 1907 )

Firenze - Loggia dei Priori detta dei Lanzi
Firenze – Loggia dei Priori, detta dei Lanzi – Immagine tratta dal libro “Firenze” di Nello Tarchiani, 1915
Firenze – Loggia dei Lanzi

 

Firenze - Palazzo degli Uffizi
Firenze – Palazzo degli Uffizi – Immagine tratta dal libro “Firenze” di Nello Tarchiani, 1915
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One Comment Add yours

  1. the Author ha detto:

    L’ha ribloggato su Wag 'n Bietjie.

    Mi piace

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