Strafforello Gustavo, Volterra – 1890 – Cattedrale -1


Volterra - Facciata del Duomo
Volterra – Facciata del Duomo – Immagine tratta dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Massa e Carrara, Lucca, Pisa e Livorno” di Strafforello Gustavo – 1890

Maestoso e imponente edifizio romanesco consacrato nel 1120 da papa Callisto II. Nel 1294 fu risoluto di allungare la sua forma quadrata e vuolsi ne fosse incaricato Niccolò Pisano, il quale avrebbe preferito la forma di croce latina a tre navate. Comunque sia di questa notizia, è certo però che la facciata è improntata allo stile pisano.

La navata di mezzo e la trasversale sono assai alte ed arcate le laterali. Diventò cattedrale nel 1472 quando i Fiorentini demolirono l’antica basilica per fabbricare il castello.

La soffitta della nave centrale è di Francesco Capriani (1570); le ricche dorature di questa soffitta (in cui il granduca Francesco spese 14.000 scudi) sono di Fulvio Andrea Tucci di San Gemignano e i capitelli corinzi a stucco delle colonne di Leonardo Ricciarelli.

All’ingresso del duomo a sinistra è il sarcofago del dotto vescovo Mario Maffei che ebbe importanti incarichi in curia vaticana, opera di Raffaele Cioli da Settignano (1527); e a destra il monumento eretto all’arcivescovo Incontri e formato con parte del paliotto dell’antico altare maggiore; il busto è dell’illustre Costoli: sopra all’attigua porta laterale del Duomo un busto robbiano del Pontefice San Lino.

Il pulpito è di marmo, su quattro colonne granitiche dell’Elba e su due leoni, un toro ed una figura fantastica. Il parapetto è ornato di rilievi del secolo XII rappresentanti la Cena, il Sacrifizio d’Abramo, e l’Annunziazione. Ai lati dell’ingresso nel coro sono di Mino da Fiesole gli Angioli inginocchiati con candelabri in mano (1471) posti sopra colonnette spirali molto più antiche e di lavoro meraviglioso.

Di Mino era anche l’antico altare maggiore a cui fu sostituito uno ricco soltanto di marmi duri, nel 1831 dall’Alliata arcivescovo di Pisa e prima vescovo di Volterra; alcuni frammenti dell’altare di Mino furono collocati nella parete interna della facciata, dove sono pure alcuni bassorilievi relativi a Sant’Ottaviano e a San Regolo vescovo e martire anche lui di Populonia.

Volterra – Cattedrale – Urna in marmo che racchiude il corpo di Sant’Ottaviano – Immagine tratta dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Massa e Carrara, Lucca, Pisa e Livorno” di Strafforello Gustavo – 1890

A destra dell’altar maggiore: cappella di Sant’Ugo con pregevole sarcofago in marmo ; a sinistra : cappella di Sant’Ottaviano con mirabile sarcofago in marmo di Raffaele di Giovanni Cioli da Settignano (1525); i due Angeli ai lati sono, secondo il Vasari, di Andrea di Pietro di Marco Ferruzzi.

Nella crociera settentrionale e nella cappella Inghirami (1655), architettura del Silvani, sopra l’arco e nella vòlta, freschi di Giovanni da San Giovanni, dalla Vita di San Paolo e sull’altare Conversione di San Paolo, del Domenichino, guasto da replicati restauri. La cappella fu costruita con spesa di 30.000 scudi dal generale Jacopo Inghirami.

[…]

 

 

 

 ( Strafforello Gustavo, brano tratto dal libro “La Patria – Geografia dell’Italia – Massa e Carrara, Lucca, Pisa e Livorno” – 1890 )

Volterra -2
Volterra

 

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