Carlo Lorenzini (Collodi) – Una riflessione in Fiacres ! – 2


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Firenze – Duomo

[…]

E dov’ è egli mai il decoro e lo splendore di questo Re degli animali, quando lo costringete a camminare pedestremente, come l’ infimo dei suoi sudditi, come il più vile fra i suoi vassalli ?

Io credo che una buona dissertazione storico-filosofica sulla Scuderia, dai tempi più remoti fino al giorno d’oggi, potrebbe giovare moltissimo a mostrare gli sforzi continui che ha fatto in ogni epoca la società umana , pur di cancellare dalla faccia della terra la vergogna dell’ Uomo-pedone.

Un ultimo e disperato tentativo, fu l’ invenzione del Velocipede — ma, come tutte le grandi invenzioni fatte a benefizio dell’ umanità, questa, in dal suo nascere, venne calunniata e depressa !

Forse alcuni vi faranno osservare che un popolo che va in velocipede non presenta un’idea troppo  vantaggiosa dì sè; ma costoro hanno torto. Il velocipede, propriamente parlando, non è un trastullo ; è un idea — è una istituzione filantropica — è un atto di reazione della razza Giapetica oramai stanca di andare a piedi.

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Firenze

C’è di più; io non crederò mai a questo tanto decantato amore per le bestie in generale e per i cavalli in particolare, fino al giorno che non vedrò il velocipede rimesso in voga ed accettato indistintamente in tutte le rimesse.  Il Velocipede era l’amico dell’uomo !

Intanto l’ostracismo dato poditoriamente a questo figlio della Meccanica, fece sì che da un giorno all’altro ritornasse in credito il fiacre — il fiacre, la vettura più screditata di tutta la storia moderna. Sebbene le opinioni sulla maggiore o minore comodità del fiacre siano a tutt’oggi divise, pure, malgrado ciò, anche i più divergenti sono costretti a considerare questo mezzo di trasporto, come una dura necessità che pesa sopra tutti coloro che hanno per opinione, di non tenere nella stalla una carrozza e due cavalli in proprio. E le opinioni vanno rispettate !

Non so se il lettore abbia fatto un’osservazione; cioè, che le persone, che ordinariamente vanno a piedi, quando per un dato bisogno o capriccio si servono qualche volta di una vettura, adoprano, nel raccontare questo avvenimento, un frasario che varia, a seconda della condizione e dell’ età dell’ individuo che parla.

Per esempio :

I ragazzi al disotto dei 10 anni dicono — Andare in carrozza  (qualunque trasporto a quattro rote, per i ragazzi, assume sempre l’ importanza e il titolo di carrozza ! )

II provinciale, per il solito, s’ esprime così : — Ho preso una vettura !

L’uomo avvezzo, il lyon, e il borghese comodo, adoprano la frase: — Prendere un legno !

Il popolano fiorentino, potete contarvi, vi dice : — Siamo andati in Fiaccherrre ! — I droski, i phaeton, le Malibran e tutte le altre nuances della gran famiglia delle vetture, non esistono per il popolano fiorentino — per lui, ogni vettura a nolo, è un Fiaccherrre.

 

 

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

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Firenze – Ponte Vecchio
Viareggio- La carrozza di ''Papeo'' - Foto tratta da Nuova Viareggio Ieri N.11-marzo 1994
Viareggio- La carrozza di ”Papeo” – Foto tratta da Nuova Viareggio Ieri N.11-marzo 1994
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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. tachimio ha detto:

    Che simpatico leggere Collodi. E gli esempi fatti a chiusura del post li trovo stupendi. Grazie. Buon giovedì santo. Isabella

    Mi piace

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