Carlo Lorenzini (Collodi) – Signori, si parte ! – 2/2


Firenze - Battistero, Duomo e Campanile di Giotto
Firenze – Battistero, Duomo e Campanile di Giotto

[…]

Il wagone era pienissimo ed offriva, nel suo piccolo, una galleria completa di capi originali e di caricature.

— Statemi a sentire  — disse il Curioso, sedendosi di faccia a me — perchè la storia che sono per raccontarvi, è meritevole di tutta la vostra attenzione. Conoscete voi la signora bionda ?
— No !
— Il giovine ?
— Nemmeno.
— Tanto meglio. Sappiate dunque che quel giovane, che avete veduto poc’anzi, è un pittore forestiero…
— Forestiero ? — dissi io, con sorpresa.
— Forestiero : esso è di Roma. Venne a Firenze due anni or sono ; io lo combinai per caso quando smontò all’ uffizio della Diligenza: e da quel giorno in poi, l’ho sempre veduto, l’ho sempre conosciuto , e non l’ho mai perduto di vista.
— Bella costanza ! — borbottai fra i denti.
— Voi forse mi domanderete, come mai sono in caso di potervi raccontare la vita intima e le avventure amorose di questo giovine , ma ciò mi dilungherebbe dal cammino, e sarei costretto a farvi la storia di un’altra storia !… Dunque vado avanti, come ho incominciato, e dopo vi spiegherò l’enigma. Una bella mattina di aprile, il giovane pittore se ne stava nel suo studio, tutto intento a disegnare un quadretto d’ invenzione. Che è, che non è, sente battere leggermente alla porta. La porta s’apre, e Scipione ( così si chiama il romano ) vede presentarsi un elegantissimo groom, latore di un biglietto. Scipione apre il biglietto e… indovinate un po’ cosa vi diceva ?… eccovi il testo :
 
Signore ,
Questa sera, alle 11, vi aspetto da me! Spero non mancherete .
Ofelia

Vorrei farmi il ritratto.

Scipione non ci capisce nulla. Torna a guardare sulla sopraccarta per vedere se l’indirizzo sta bene, e l’indirizzo torna a capello. Immaginatevi le indagini, i castelli in aria, e le visioni poetiche che si succedettero, durante il resto della giornata, nella mente del povero artista.

Venne finalmente la sera : l’ orologio di piazza battè le 8, le 9, le 10… C’era ancora un’ora soltanto, e Scipione aveva addosso tutti i brividi della febbre…

A questo punto il Curioso interruppe il suo racconto improvvisamente, e guardandosi all’intorno con vivissima premura, esclamò :
— L’ ho fatta bella !
— Cosa vi è accaduto ?
— Mi sono dimenticato il Merlo.
— Ma che Merlo ?
— Lasciatemi stare, per carità !… La gabbia è rimasta alla Stazione !…

Queste parole furono accompagnate da un gesto di collera indescrivibile. Il Curioso mi aveva parlato del suo merlo, come « dell’ unica persona cara che gli fosse rimasta al mondo. »

Non avendo coràggio d’interrompere il mio interlocutore dalla sua cupa disperazione , mi voltai a sinistra dove un crocchio di sei o sette passeggieri, faceva un baccano e un vero casa del diavolo, a proposito di Firenze.

— Quando avrete urlato ben bene, Firenze sarà sempre la prima città del mondo — disse un fiorentino puro sangue, con quell’ accento aperto e spaccato, che a lungo andare, fa venire la languidezza di stomaco.

[…]

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

Firenze - Santa Maria Novella
Firenze – Santa Maria Novella
Firenze - Ponte Vecchio
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Firenze
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