Carlo Lorenzini (Collodi) – Stazione di S. Donnino – 2/3


Firenze - Duomo
Firenze – Duomo

[…]

— Possibile !
— Possibilissimo ! Immaginatevi che una mia figlia adottiva ha ricusato di sposare una rendita di 12 mila lire all’anno, perchè il proprietario di questo capitale si chiama Policarpo.
— Ma voi mi contate una favola.
— Vi conto un brano di storia. Mia figlia ha messo i piedi al muro, e dice che a sposare un Policarpo non c’è poesia. Vedete un po’ fin dove sono andati a ficcare la poesia ! — anche nel matrimonio.

Gli Occhiali-verdi sospirarono ; quindi dopo pochi istanti di pausa, continuarono così:
— Del rimanente, vi dirò che il timpano dei nostri vecchi non era così impressionabile e delicato, come il nostro. Per essi, i nomi delle Niccolose, delle Brigide, delle Veroniche, dei Taddei e dei Serumidi, suonavano armonici e grati, come potrebbe esserlo per noi una frase amorosa di Bellini o di Donizzetti. Che mi burlate, a che siamo ridotti ! In oggi, per mettere un po’ di nome alla creatura che viene al mondo, tanto per chiamarla e riconoscerla nella gran baraonda delle genti vive, si aduna in molte famiglie un piccolo congresso, e si passano a lambicco le mitologie antiche, le storie, le ballate, i romanzi e le leggende di tutti i paesi, pur di pescare un Raullo, un Arturo, una Fanny, un’ Olga o una Catinka. Oh ! i nostri vecchi ! i nostri vecchi !  Ai loro tempi i nomi si trasmettevano di padre in figlio e di avo in nipote, come un’eredità della famiglia, come un ricordo della casa — senza badar nè tanto nè quanto al ritmo o alle dissonanze. Forse ci sarà stato meno poesia, ve l’accordo: ma c’era in compenso, un po’ più d’amore e di rispetto per la memoria de’ suoi !…

A questo punto, l’omiciattolo dagli occhiali verdi appariva visibilmente commosso. Dolente di essersi lasciato un pò troppo andare, prese un tuono di voce più dimesso, e disse al giovane che lo stava ascoltando.

— Spero che vorrete condonare questo libero sfogo a un povero diavolo, come me, che per il puntiglio di un nome, ha perduto un genero, di 12 mila lire all’anno di rendita, e di angelici costumi !
— Intendo il vostro rammarico !
— Ma basta così : non ci si pensi più, e torniamo a noi. Anzi, per provarvi che il nome di Donnino, doveva suonare, all’orecchio dei nostri nonni, molto diversamente da quello che suona per noi, vi dirò che in Toscana abbiamo la bellezza dei S. Donnini.

[…]

 

 

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    prosegue piacevole questo viaggio nel tempo in compagnia di Carlo Lorenzini. Un tuffo nel passato che non è poi così remoto.

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  2. pinuccia513 ha detto:

    Buon sabato e grazie, di condividere con noi questa storiella, molto carina. 🙂

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Grazie a te. Buon fine settimana e buon Primo Maggio.

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  3. 65luna ha detto:

    Simpatica storiella! Buon sabato,65Luna

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Grazie, buon fine settimana e buon Primo Maggio.
      Saluti, Carlo

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