Lorenzo Viani, Viareggio – Angiò, navigante dell’Oceano – 4/4


Viareggio - Molo - 2015 03 05 - Foto0738
Viareggio – Molo

[…]

Premortigli i grandi amici Calena e Agostino Pilli, Angelo Bertuccelli, sbeffato dai ragazzi per la sua statura meschina, ruppe il giuramento fatto durante un temporale nel golfo della Guascogna:
«Padre eterno che sei nei cieli, se mi fai grazia di ritoccar terra ferma, non m’avventuro più sul periglioso mare. Pietà di me, peccatore tristo e meschino! Fai che non debba perire, come il mio cugino Tista, in mezzo al mare!».

Ricevuta la grazia, dopo tanti anni per tema delle sbeffeggiature, il nano armò un gozzo dei remi di punta e di parecchio, dell’arganello, del rastrello da nicchi, dell’arsaglino, delle vele, dei pietroni di zavorra e, non ascoltando i consigli del gigante Fello, col quale aveva fatto patti di verace amistà, in una mattina chiara come un plenilunio, si mise alla vela sul mare placido e senza vento, tanto placido che pareva un dipinto di Agostino Pilli, e tanto celeste che a toccarlo pareva dovesse tingere.

Una sturma di ragazzi di sulla spiaggia dissero sorpresi: «Eppure è il nano Angiò».

Quando il nano fu al largo, gli successe come nelle favole: s’addormentò al timone e avvallò in un sonno profondo.

Quando si destò, il mare, come fosse stato magagnato dalla demonia, saliva al cielo, scendeva all’Erebo, sghignazzando a pruavia del gozzo di Angiò e schiaffeggiando le vele tombate dal vento impetuoso.

Dalle pietrose cime delle Alpi il nano s’orientò verso il desiato porto: con un estremo anelito tentò tener barca pari; ma il gozzo, abbeverato dalle acque, sbandò in carena.

Dalla cima del molo gli urlavano: «A orza!».

Ma il nano non potè più far buon governo del timone e cadde nel mare, dove rimase marmato per l’eternità.

Oggi sull’ossame sepolto della baracca d’Angiò sventola il tricolore della Lega Navale Italiana, e sulla spiaggia, che gli fu estremo morbido sarcofago, all’altezza del Gallinaro, ride la giovinezza inebriata di luce; sui rottami della «Marginetta» s’erge, come la potente ciminiera d’una nave, un gazometro nero e lutulento, recintato d’una muraglia ergastolana.

 

(Lorenzo Viani, brano tratto dal libro “Il nano e la statua nera” – 1943)

Viareggio
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Viareggio- Darsena Nuova
Viareggio- Darsena Nuova
Viareggio - 2017 03 18_001
Viareggio – marzo 2017

 

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Poetas Nuevos ha detto:

    Foto dos, el mar no sabe de orillas

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  2. tachimio ha detto:

    Povero Angiò. Le foto sono sempre un’aggiunta felice. Grazie Carlo. Un abbraccio. Isabella

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ricambio l’abbraccio. Carlo

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  3. Marco Torracchi ha detto:

    continua, che ci fa piacere leggere i tuoi post

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  4. Poetas Nuevos ha detto:

    Foto uno, bello atardecer, entre pomposas nubes y un ligero sol

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ti ringrazio, saluti.

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  5. Itanamara Santarem ha detto:

    Que lindas paisagens! 😀

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    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ciao, buona settimana!

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