Carlo Lorenzini (Collodi) – Capraia Fiorentina


Capraia
Capraia Fiorentina

 

— Quel Castello che avete veduto dinanzi all’altro di Montelupo — continuò l’uomo dagli occhiali-verdi — voi sapete già come si chiama; perche ve l’ho nominato frequentemente. Oggi lo dicono Capraja — e fu conosciuto anche come Cerbaria. I primi barlumi di questo paese si trovano verso lo spuntare del 988. Alcuni credono che prendesse il suo nome dalle capre — altri dalla selva selvaggia, aspra e forte ( come direbbe il nostro gran poeta ghibellino) che anticamente ne circondava il poggio: — e perciò venisse detto Cerbaria.
Il paese fu già contea dei Conti Alberti. Nel 1249 un conte Rodolfo di Capraia dava asilo nella sua rocca di Capraia a un capo di parte guelfa assediato costà dai Ghibellini di Firenze e dalle genti di Federigo II, che li ebbero a patto e condussero quindi prigionieri a Napoli, per subirvi l’ultimo supplizio.
Quando i Fiorentini, in odio a Capraia, murarono Montelupo, vi fu un patto fra quelli di Capraia e quelli di Montelupo e Firenze, che gli uni, cioè, non potessero oltrepassare ostilmente i confini degli altri. Nei 1741 Capraia fu eretta in feudo, e data con titolo di Marchesato alla famiglia Frescobaldi, che la tenne fino alla soppressione dei feudi.
Il Castello di Capraia, per la sua fisica struttura, e per essere anch’ esso collocato sulla schiena di un poggio, somiglia un poco il castello opposto di Montelupo — ed è forse derivato da questa qualunque siasi somiglianza, il proverbio fiorentino che dice

Da Monte Lupo si vede Capraia
Cristo fa le persone e poi l’ appaia.

L’applicazione di questo proverbio è troppo nota e lampante per aver bisogno dei soliti commenti.
— E la coltivazione?
— La coltivazione è ubertosissima: a mezza costa avete la bellezza delle viti e degli ulivi e l’abbondanza dei frutti: nel piano, e presso il greto dell’Arno, lussureggia la vegetazione dei gelsi, della pastura, del lino, dei cereali e d’ogni sorta di legumi. I boschi, che forse furono quelli che dettero al castello il nome di Cerbaria (poi Capraia) cuoprono anche al giorno d’oggi i poggi circostanti, e specialmente quelli dalla parte di Mont’Albano. Fra questi boschi primeggiano per varietà e bellezza quelli del marchese Ridolfi, nella tenuta di Bobbiano, non lungi da Capraia.

 

 

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

 

Capraia 1
Capraia Fiorentina
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