Lorenzo Viani, Viareggio – Croci in Chiesa e sul Mare – 1/3


Viareggio – Darsena Lucca (Vecchia) – Iinizio lavori nel 1819 e fine nel 1823 – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del marzo 1997

Per tutta la Settimana Santa, nelle chiese, sono state coperte le croci con dei teli scarlatti come sangue vivo, sull’altar maggiore si è apprestato il sacro Sepolcro, e sui catafalchi scabre statue di legno componevano il tragico gruppo della Deposizione; un lenzuolo candido, disposto con pieghe larghe, ravvolgeva il corpo martirizzato di Gesù, la rozza scala appoggiata alla gran croce era di sostegno a Nicodemo.

Il suono rauco di una rudimentale cassa armonica, traversata da un mozzo girevole come il frullone di un buratto, ribattendo sotto le navate colpi simili alla gualchiera di un mulino, attristava i fedeli inginocchiati tra le vecce bianche e i lumicini delle lucernette a olio.

Sul cielo turchino e sul mare tragittano le croci nere che i pescatori, devoti e solenni come quelli di Galilea, hanno dipinto sulle vele gialle dei bragozzi al vertice di schematici Calvari.

Le rigide vigilie di questa Settimana Santa hanno fatto sciogliere le gomene a tutte le barche pescherecce.

Quando i sacchi colmi si rovesciano sulla coperta, una palpitante varata di colori vivi come il cielo, scintillanti come rubini, freddi come il diaspro, color fondo marino, e zaffiri, e oro, e madreperle, tra aculei argentati e d’acciaio mettono un subbisso di pietre preziose tra le corbe di vimini.

Il tempo non ha vulnerato la distesa cerula di questa spera di mare; gli uomini dai bei visi apostolici, bronzati dalla salsedine a torso nudo, trafficanti sulle maglie delle reti a spiccare i pesci impigliati, e il taglio delle vele latine crocisegnate, gonfiate dal vento immutabile, riportano col pensiero alla pesca miracolosa del mar di Tiberiade.

Il Santo protettore dei pescatori, dall’alto della chiesa più alta, par benedica l’opra.

I grandi barchi di lungo corso, all’ancoraggio nelle darsene, per tutta questa Settimana Santa hanno tenuto imbroncati i pennoni in direzione obliqua all’albero, e han formato delle croci che si sono scomposte al suono festevole delle campane annunzianti la Resurrezione.

A quei doppi i vecchi navigatori si sono umiliati e hanno baciato la terra.

Quando questi lupi di mare, in tempi lontani, veleggiavano coi barchi tra cielo e mare, nei giorni della Settimana Santa il capitano, che dopo Dio è il massimo padrone a bordo, li umiliava, anche nel furore delle tempeste, con la lettura del manuale della nautica cristiana in cui è prescritto il modo di santificare le feste sull’aperto mare.

I vecchi capitani, timorati di Dio, leggendo il sacro itinerario, si tramutavano in tanti sacerdoti:

«Col pensiero, oggi, giorno della Santa Pasqua, portatevi al vostro paese e immaginatevi di trovarvi coi vostri parenti e coi vostri compagni nella chiesa, nelle ore delle sacre funzioni, e là assistete in ispirazione al sacrifizio della Santa Messa».

[…]

 

 

(Lorenzo Viani, brano tratto dal libro “Il nano e la statua nera” – 1943)

Viareggio – Darsena Lucca (Vecchia) – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del marzo 1997
Viareggio – Darsena Italia – Anni 50 – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del giugno 1993

 

Viareggio – Darsena Toscana – 2013
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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Bello questo racconto.

    Mi piace

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