Lorenzo Viani, Viareggio – Croci in Chiesa e sul Mare – 2/3


Viareggio – Darsene – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del marzo 1994

[…]

Il capitano, volto lo sguardo al ramoscello d’olivo benedetto legato in cima all’albero maestro, rammemorava all’equipaggio che quell’olivo era stato colto negli oliveti del paese, ed era stato benedetto nella domenica delle Palme nella chiesa dove tutti avevano ricevuto il battesimo.

E, col canto fermo della chiesa, intonavano i versetti invocativi:

La Vergine Maria, gli Angioli santi,
gli Apostoli del regno prezioso,
li Martiri, li Beati, e tutti quanti,
preghin per noi il Padre glorioso,
che ci conceda grazie qui davanti,
che possa dir con sermon prezioso,
i gran misteri della Santa Croce.

I capitani, tutta gente provata e confermata nelle tempeste, con dei visi di barbari, marchiati dai piovaschi, dalle barbe asprite di salsedine, con gli occhi smaltati di bianco e di nero, e la bocca sigillata e arsita dal tabacco, sfogliavano il manuale della nautica cristiana come togliessero la pelle di dosso ad un eretico e leggendo fremevano e lacrimavano:

«Alla vista del maggiore di tutti i delitti oscurossi il sole, la terra si scosse e si ricoprì di tenebre, le montagne si divisero, le tombe si aprirono, il sacro velo del tempio squarciossi, sudò l’aria, andarono i mari, arrestaronsi i fiumi, gonfiarono i laghi, fecer tempesta i rivi, la natura sembrò sentire la morte del suo Autore. Il sapiente Dionisio Areopagita alla vista di tanti orrendi prodigi esclamò: – O l’Autore della natura patisce o la macchina del mondo si dissolve!»

– Non vi sentite arricciare la pelle? – chiedevano i capitani alle ciurme prostrate.
– Sì, – rispondevano gli uomini senza alzare il capo.

In questa estate primavera le fresche ventate muovono gli oliveti e portano al mare fioretti setati che piovigginano sulle facce dei guardiani di barche che, con le grandi mani incotte, si tolgono dal viso quella prurigine odorosa.

Quella specie di mastini assonnati guardano trasognati il palmizio alto, embricato, che, tra le basse arcate della Capitaneria, fa esplodere nel cielo turchino le verdi frappe, penne aculeate di fuoco, ed essi hanno l’illusione di navigare ancora tra veglia e sogno verso la terra di Gesù.

Una croce di pece è pitturata sul fasciame della barca e dà alla stiva lo squallore della catacomba; dai boccaporti si scorgono pezzi di cielo su cui sciamano gabbiani bianchi come colombi, e alberi senza sartie, scerpati dei pennoni, con la sola crocetta di mezzana su cui si posano gli uccelli stanchi del volo.

[…]

 

(Lorenzo Viani, brano tratto dal libro “Il nano e la statua nera” – 1943)

 

Viareggio – Zona Vecchio mercato del pesce – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del settembre 1995
Viareggio – Velieri all’uscita del canale – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del giugno 1993
Viareggio – Canale Burlamacca in una cartolina degli anni ’70
Viareggio – Molo – 2012
Annunci

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Interessanti queste curiosità e tradizioni marinare.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...