Lorenzo Viani, Viareggio – Croci in Chiesa e sul Mare – 3/3


Viareggio – Passeggiata sul molo – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del febbraio 1995

[…]

Ai primi brividi della sera, quando le darsene fiatano i primi veli notturni, sulle fiancate delle Alpi, verso il Carchio dirupato come il monte Calvario, nei paesi acchiocciati sotto gli aspri scheggioni, e giù, dove la pietra s’ingolfa negli olivi, con le prime stelle, si sono accesi un subbisso di lumicini.

Sono i paesi in cui per diritto triennale si compie la processione di Gesù morto, e i catafalchi con le statue di legno trabalzano sulle spalle dei cavatori.

A quell’ora i guardiani lasciano i loro covili e per tutta la notte vanno come anime in pena lungo il pietrato in cui è ormeggiata la barca e fanno buona guardia come il cane alla gregge addormentata.

Se qualche stella cadente simile a uno scandaglio d’oro s’arca nel cielo, essi si fanno il segno della santa croce: quelle sono anime di eretici, che in queste notti bruciando precipitano nell’Erebo: così gl’insegnarono i vecchi capitani che l’avevano appreso sui libri.

E sono rimaste scoperte le croci piantate da pie persone sui crociali delle vie di campagna sotto cui son passate in questi giorni le Confraternite che si recavano alla visita dei sepolcri e alle Stazioni della «Via Crucis» su per gli schienali dei monti.

Croci d’olivo annerito dai piovaschi, con tutti gli emblemi della Passione del nostro Signore; le tanaglie, il martello, i chiodi, la lancia, la mano, la canna, la corona di spine, la spugna intrisa d’aceto e fiele. I gradini di quelle croci sono le ultime soste dei viandanti affaticati prima di fare ingresso nella città.

Oggi tutte le croci sono scoperte. Al suono delle campane, annunzianti la Resurrezione, i teli scarlatti come sangue vivo, sono stati tolti, ed è cessata sotto le navate la rauca tristezza dello strumento primordiale; anche le vecce sono inverdite sull’altare e una luce balenante d’oro irradia tutta la chiesa.

Il canale è un tumulto di vele ripercosse, e le corbe colme di pesci luccicano sul pietrato.

Per la Pasqua le barche staranno al sicuro ormeggio delle darsene e i pescatori sederanno alla mensa

domestica; se qualche posto è vuoto, per qualche congiunto che si trova lontano sul mare, si benedice anche per lui l’uovo perchè tutti hanno la certezza ch’egli, all’ora di mezzogiorno, col pensiero è lì al suo posto.

I ragazzi legano con una corda incatramata una verde rama d’olivo benedetto che il dimani, dopo essersi fatti il segno della croce, porteranno sulla cima dell’albero al posto di quella seccata che salvò le antenne dai venti e dalle saette.

– Così è stato per l’eternità! – e il padre si segna e siede alla mensa benedetta.

 

 

(Lorenzo Viani, brano tratto dal libro “Il nano e la statua nera” – 1943)

Viareggio – Passeggiata sul molo – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del giugno 1993
Viareggio – Passeggiata sul molo – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri del febbraio 1995

 

 

Viareggio – Molo nel 2013

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    In questa parte di racconto ci sono frasi di ineguagliabile poesia.

    Mi piace

    1. Carlo Rossi ha detto:

      Ti ringrazio molto per il tuo, sempre gradito, interesse.

      Liked by 1 persona

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