Carlo Lorenzini (Collodi) – Teatri di Firenze – Teatro Pagliano – 1/4


Firenze - 2
Firenze

Smisurato fabbricone, che i pubblici cartelli si ostinano a chiamare Teatro delle Antiche Stinche (forse per rammentare ai Debitori civili il loro antico purgatorio) mentre la voce del popolo lo ha battezzato definitivamente col nome del Professor Pagliano ( fabbricante emerito di Siroppi … e di teatri ! . . . )
— Esiste dunque, a Firenze, qualcosa che risponde al nome di Pagliano ? — domandò il francese con meraviglia.
— Esiste sicuro: — soggiunsi io.
Fi donc ! — riprese il francese, scrollando il capo con atto di incredulità — Pagliano è un puff !…
— Pagliano è un uomo! (replicai allora con l’accento di chi è orgoglioso di promulgare una gran verità.) Pagliano è un uomo: e dico così unicamente per disinganno degli straniera i quali suppongono che Pagliano sia un mito, un nome, un medicamento, un siroppo , una radica del Monte-Amiata.

Pagliano è un uomo ! e qual’ uomo ! La sua gioventù rammenta la gioventù dei grandi ingegni : anche esso fu attraversato nella prima vocazione, come lo furono Ariosto, Tasso, Cellini e gli altri. La vocazione lo chiamava prepotentemente al Siroppo — mentre i suoi genitori — crudeli ! — lo destinavano al canto. I vocalizzi per quest’eroe della Farmacopea sono stati un martirio ineffabile, quanto il famoso piffero per Benvenuto Cellini ! L’epoca , nella quale egli comparve per la prima volta sulle assi del palco-scenico, era un’epoca infausta alla musica e agli artisti. Le stonature non erano incoraggiate sufficientemente , come la dio mercè , lo sono adesso: ma tutt’ all’ opposto , il pubblico greggio e primitivo di dieci anni fa non le sapeva gustare.

Anzi si raccontano perfino dei casi in cui le stonature furono ingiustamente disapprovate. Vedi che intolleranza !
Ma i tempi , torno a ripeterlo, hanno su questo rapporto progredito visibilmente : ed io sono sicurissimo che se Pagliano debuttasse a questi lumi di luna, non gli potrebbe mancare un brillante avvenire. Resta però sottinteso che egli avrebbe bisogno di studiare — e di studiare alacremente; anzi, molto alacremente.

Il fatto sta che il pubblico di allora con una di quelle pantomime eccessivamente espressive, fece intendere al nostro eroe che egli non sarebbe stato mai nè un Tamburini, nè un Lablache. E Pagliano intese !

Dopo aver gustato e rigustato l’arcana voluttà del fischio, ma del fischio unanime, generale, spontaneo, granito, egli disse addio alle scene e rivolse la mente agli studi favoriti della sua fanciullezza.

Un giorno che egli stava colla faccia prosternata verso la terra, meditando una formula… per far colazione , udì una voce che risuonandogli negli orecchi, gli disse :
Levati, Pagliano ! vai… e in mio nome purgherai tutta la terra. Io sono … e qui la voce profferì un nome, che Pagliano non si è potuto giammai ricordare ! Era caduto in deliquio! —

Ecco l’ origine storica del Siroppo-Pagliano.

Le cattive lingue la raccontano diversamente, e dicono che la ricetta del Siroppo fosse una ricetta della famiglia, e che passando di padre in figlio, arrivasse finalmente anche nelle mani del nostro Girolamo.

[…]

 

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

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