Carlo Lorenzini (Collodi) – Vade-mecum del Viaggiatore – 2/2


Collodi - Un romanzo a vapore - 161
Immagine tratta dal libro di Carlo Lorenzini (Collodi) “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856

[…]

— Sulla scelta della Classe, in cui dovete entrare, consigliatevi col vostro porta-monete.
Se amate stare in piedi, entrate in quarta classe, nuovo genere di supplizio inventato recentemente, a benefizio delle persone poco facoltose, dagli azionisti delle strade-ferrate.
Se poi amate l’aria fresca, la durezza delle panche e… i reumi di Cervello, entrate in un vagone di terza classe e sarete esaudito.
Volendo salvare i rispetti umani e mettersi al coperto dalla sorpresa di una pioggia improvvisa o di un colpo di sole, la seconda classe è fatta apposta.
Se amate i comodi della vita, o se viaggiate per conto di qualche cliente, non c’è da esitare: la prima classe è quella che più vi conviene.

— Se dovete fermarvi a qualche Stazione intermedia, non vi divagate troppo: e particolarmente, non vi lasciate prendere dalle carezze di Morfeo. Rammentatevi che il sonno è traditore. Il sonno tradì Parisina — e non era in wagone!

— Viaggiando in terza o quarta classe, dove il vento ha libero dominio, sarà bene che il vostro cappello sia fortemente adeso alla vostra testa – perché restandone senza, (del cappello beninteso, non già della testa) avreste è vero, la soddisfazione di mettere il buon umore e l’ilarità in tutta la brigata, ma vi tocchcrebbe poi l’umiliazione di fasciarvi il capo col fazzoletto da naso, per il rimanente del viaggio. Io non ho mai creduto che il Cappello conico sia il coperchio più artistico che potesse toccare all’uomo : ma neppure il fichu si addice gran cosa alla fìsonomia maschile, specialmente se questa è fornita di baffi e fedine.
Se per disgrazia, il vento vi involasse il cappello , e foste di coloro che hanno la velleità di coltivare sul mento, e nei dintorni una barba alla cappuccina, allora vi consiglio piuttosto a prendere un cimurro di testa, che a fasciarvi la nuca col fazzoletto da naso. L’ ilarità dei vostri compagni di viaggio, ne sono sicuro , diventerebbe smodata e provocante.

— Ogni volta che il treno è sul punto di partire, se voi parlate caldamente colla persona di faccia, procurate che fra il vostro naso e quello dell’interlocutore, ci passi una rispettosa distanza — poiché,   nell’ urto che si danno fra loro i wagoni, movendosi , potrebbe accadervi, come è accaduto a tanti , che il vostro interlocutore venisse a darvi un bacio ( coi denti ) sul tenerume delle vostre narici. Questi baci, di sovente, arrivano all’anima assai più… del primo bacio d’ amore !

— Se il wagone in cui entrate vi lascia libero nella scelta del vostro posto, fate in modo di scansare la vicinanza dei ragazzi e dei parlatori di vantaggio. Tanto i primi che i secondi finiranno col cavarvi di cervello.

— La vita è breve… ma la noia è lunga ! Perciò, se desiderate ammazzare in qualche modo le lunghissime ore del wagone, procacciatevi un libro… o fate mentalmente il riepilogo delle vostre passività.

 

 

( Carlo Lorenzini (Collodi) – brano tratto dal libro “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno  – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856)

 

Collodi - Un romanzo a vapore - 162
Immagine tratta dal libro di Carlo Lorenzini (Collodi) “Un romanzo in vapore – Da Firenze a Livorno – Guida storico-umoristica” – Tip.Mariani Firenze – 1856
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Un commento Aggiungi il tuo

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Incredibile! mi sono divertita a leggere questi consigli, sapore antico ma qualcosa arriva fino ai nostri tempi! Carinissimi gli schizzi.

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