Lorenzo Viani, Alle “Scuole Urbane” – 2/3


Viareggio - Ponte di Pisa - Foto di gruppo - immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri - settembre 1995
Viareggio – Ponte di Pisa – Foto di gruppo – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri – settembre 1995

Il secondo giorno di scuola scrisse sulla lavagna una massima breve che mi lesse un ripetente:

L’ozio è il padre dei vizi.

Un giorno, il maestro, alzando gli occhi dalla lettura in cui sovente si sprofondava, scorse un ragazzo che schiacciava qualcosa sulla panca.
– È un pidocchio – urlò il maestro spiritato. – Braccia conserte. Fissi! – E ci fissò come per incantarci.

Un ippopotamo, a cui un lupo avesse dato un morso in un nodello, avrebbe fatto il lancio che fece lui sulla cattedra. L’infiammazione delle giunture dei piedi e delle mani sembrò essergli passata all’istante. Si grattò il capo convulso, e fece sfrullare il corpo entro la grattugia delle vestimenta. Poi con ebrietà feroce e sarcastica; allungando verso noi il collo come una testuggine, ci urlò:
– Pidocchiosi!

Scese dalla cattedra con la circospezione che mette uno quando scende da una pianta di quaranta metri d’altezza. Andò lentissimo verso il reo e lo fissò negli occhi coi suoi punteggiati di fuoco, gli prese con le dita i polpastrelli degli orecchi, accorto come chi alza la benda di su una piaga inciprignita, quindi lo prese per la cuticagna con una mano e con l’altra slargò il bavero della giubba per poter scrutare giù per il fil delle reni, quindi si mise gli occhiali e guardò la radice di ogni capello, poi gli tirò un nocchino così forte che gli staccò di netto un cilucco di capelli. Tutta la scolaresca fu sottoposta a questa inquisizione.
– Domani tutti zucconati a macchina rasa. Pidocchiosi che altro non siete.

Fuori, il pidocchio fu l’argomento che acciecò tutte le madri. Il maestro sbracciava in mezzo a loro: – Mi par d’essere pieno di pidocchi.
– Anche noi – dissero le madri, e fu un gratta gratta generale.
– Rapateli tutti – disse loro il maestro.

Il reo attanagliato dalle mani materne per la collottola s’ebbe due labbrate che gli fecero schizzare il sangue dal naso, poi a calci fu ruzzolato da un maniscalco che lo rapò a taglio raso.

Il domani si entrò in classe tutti con le zucche monde.

Il maestro quando apparve sul soglio della classe fissò una per una quelle teste, poi quando fu sulla cattedra ci disse:
– Galeotti!
– Galeotto sarai te!

Ci voltammo tutti atterriti verso il temerario. Egli era il Lucchesi: naso a sparafumo, bocca a strapazza pagnotte, occhi di falco marino.
– Cosa ha detto costui? – chiese il maestro allibito.
– Che tu sei un galeotto – rifischiò il Lucchesi.
– Tenetelo, figlioli – gridò il maestro.

Ma il Lucchesi come uno scoiattolo saltò la finestra e dopo pochi istanti si sentì sghignazzare di sulla via:
– Non mi son fatto niente. Amici, coraggio.

 

 

( Lorenzo Viani, brano tratto dal libro “Il figlio del pastore”, 1929 )

Viareggio - Giochi di mare - immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri - gennaio 1994
Viareggio – Giochi di mare – immagine tratta dalla rivista Nuova Viareggio Ieri – gennaio 1994
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