Mario Tobino, Viareggio – Passeggiata Margherita

  Verso il 1930, il fascismo ormai pieno […] i giornali cominciarono a dire che quella Passeggiata era una vergogna, un’accozzaglia di volgarità, un controsenso della nuova Italia imperiale e fascista. […] Venne l’ordine che Viareggio fosse distrutta, quella che era stata dei calafati, dei pionieri, dei marinai, dei pescatori.  L’autentico ritratto doveva essere cancellato,…

Bruno Cicognani, Marina di Pietrasanta

  E quell’altra fra Pietrasanta e il Fiumetto, quell’altra strada tortuosa, stretta serrata tra gli alberi e i cólti, finché non s’arrivava a un ponticino sopra un fiumicello morto a’ margini di una pineta: nell’acqua untuosa le borraccine barche stagnanti di sciami, di foglie, di forcelle…. Poi, la strada diritta, di luce, in mezzo alla…

Bruno Cicognani, Firenze – Mercato Vecchio

  Per archi e vòlte giuochi fantastici di chiaroscuri ; le muraglie combaciavano e subito tornavano a distaccarsi per ribrezzo, un metro l’una dall’altra. E tra l’una e l’altra i cenci tesi, tanti strati quanti piani, suzzavano quella po’ d’aria sgrondante bigia di per i tetti e toglievano alla pietà d’uno spicchio di cielo azzurro,…

Bruno Cicognani, Firenze – Piazza della SS.Annunziata

  Lo senti com’è bella la piazza ? C’è quel gran signore a cavallo che fa la guardia all’ ingresso principale; ci son le fontane gemelle : fontane ? son due navicelle che aspettano i tuoi sogni, per correre il tuo mare ; le lògge dov’è la chiesa s’alzan da terra sfogate e quelle laterali…

Aldo Valleroni, Viareggio – “Tito del Molo”

      Terminata la seconda guerra mondiale […] “Tito”, da pochi mesi, e dopo tante peripezie, aveva avuto il permesso di ricostruire all’inizio della passeggiata a mare quel famoso ritrovo una volta realizzato, con tanta fatica, tanta spesa e infinita speranza, a metà della passeggiata del molo, dove i marosi, nelle giornate di libeccio,…

Giosuè Carducci, Ricordi di gioventù – 5/5

  C’era dentro un po’ di tutto – un torneo di Provenza – e il rapimento della regina del torneo fatto da un cavaliere italiano vincitore – e una fuga con dialoghi al lume di luna tra gli abeti – e il fratello della vergine non più vergine che raggiungeva gli amanti in Napoli –…

Giosuè Carducci, Ricordi di gioventù – 4/5

Il primo passo verso il numero dei più, cioè degli « uomini stampati » lo feci presto, e da buon Italiano, con un sonetto, un sonetto d’occasione, e quale occasione! per i coristi del Teatro di Borgo Ognissanti, o, salvo il vero, della Piazza Vecchia. Era il 1852; e io studiavo, o, a dir meglio,…

Giosuè Carducci, Ricordi di gioventù – 3/5

  Ma il rumore di questi grandi fatti giungeva qualche volta alle orecchie del mio manzoniano Padre, il quale, allora, nulla commosso dalle mie oneste ferite, mi condannava pur troppo a lunghe prigionie: in mezzo alle quali egli, di quando a quando, riappariva per rivedermi il latino, e mi lasciava tre libri sul tavolo, dicendomi…

Giosuè Carducci, Ricordi di gioventù – 2/5

  Mio Padre era un manzoniano fervente…. Ridottosi a vivere in condotta, in uno dei più oscuri paeselli della Maremma, viveva coi contadini, e, nelle ore di riposo o di sosta, con alcuni pochi libri di storia e letteratura che, oltre i non pochi dell’arte sua, aveva raccolti ed amava. Figuravano tra questi bellissime le…

Giosuè Carducci, Ricordi di gioventù – 1/5

  Io della mia infanzia non ho memorie nè belle nè buone nè curiose. Il mio più antico ricordo mi pone subito, ahimè, « in relazione con un essere dell’altro sesso », come si direbbe con la lingua d’un certo uso, che, secondo i manzoniani, dovrebbe anche essere la lingua del buon gusto. Mi ritrovo…

Giosuè Carducci,  Poeta e prosatore

  Nacque, in Val di Castello, frazione del comune di Pietrasanta, il 27 luglio 1835, da Michele Carducci e Ildegonda Celli. Intorno a’ dieci anni, cominciò a sentirsi tentare dalla smania di far versi: scrisse prima alcune ottave sulla presa di Bolgheri, dove risiedeva; poi alcune terzine sulla morte di Cesare ed un sonetto per…

Novelle popolari toscane – La ricotta

  C’era una volta una citta chiamata Metilde, che ‘un aveva da mangiare ; dice così : – E’ meglio ch’i’ vada  da quel contadino per vedere se mi dà una ricottina, quando me l’ha data, io vado alla città e la vendo. Va da questo contadino, e lui gli dà una ricottina. Quando ha…

Novelle popolari toscane – La novella di Buchettino

  C’era una volta babbo e mamma, e avevano un bambino tanto piccino che lo chiamavano Buchettino. Buchettino un giorno andè fori di casa, e salì sul fico dell’Orco; venne l’Orco e lo chiuse nel sacco. Va a casa e dice alla moglie : “Mogliera, mogliera, metti a foco la caldaia per cocere Buchettino.” L’Orchessa…

Novelle popolari toscane – Il ceco

  C’era un ceco, che aveva cento scudi ; pensò di andarli a mettere in un campo sotto una ficaia, che nessuno li trovasse ; e così, fa tanto questo  ceco, che va in un campo a sotterare questi quattrini. Mentre è lì che frazzicava (1) , un contadino vedde questo ceco, ma il ceco…

Janet Ross e Nelly Erichsen – Pisa, The Campo Santo

  “ Its called the Campo Santo because therein is conserved the Holy Earth brought from Hierusalem in fifty Gallies of this Republic. These Gallies were sent by … Pisa to succour the Emperor Ænobarbe …. and they returned home again laden with the earth of the Holy Land, of which they made this Campo…