Ardengo Soffici,  Campagna Toscana – Poggio a Caiano


Campagna 2 - Copia

Un campo arato rosso-violetto, inzuppato dagli acquazzoni di questi ultimi giorni, rigato diagonalmente da solchi pieni d’acqua gialla, luccicante contro luce.

Più su, dove comincia la costa, altri campi. Toppe di color perso, tra filari di pioppi aggrondati e di viti scapigliate con desolazione dai venti e dalla pioggia. (I tralci grondano ancora). Poi, la collina smorta, ricoperta d’erbe verdicce, di stoppie gialle, di grigie praterie abbruciacchiate dal sole che la nebbia ha ormai spento. Ancora più in su, i monti celesti e in fine il cielo grigiognolo, volubile, or lacrimoso or sorridente mesto fra le stille di pioggia e uno sprazzo di sole malaticcio.

Sullo sfondo del cielo un gran noce verdecupo, presso una casa scarlatta accoccolata sul dorso della collina.

Sotto casa, un filare di pioppi aranciati, e fra i pioppi, un tappeto d’erba rigogliosa, verdissima. Ancora più vicino, un forte olmo spoglio che sostiene una vite tortuosa, nera, magra spolpata dai grossi grappoli violetti che pendono pesantemente fra i pampani rossi e biondi, malati di mal d’autunno….

( Ardengo Soffici,  “Poggio a Caiano, settembre” – brano tratto dal racconto “Firenze-Parigi” contenuto nel libro “Arlecchino”,  Vallecchi Editore Firenze, 1921 )

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