Vasco Pratolini, Firenze – Lungarno

  Il monumento di Garibaldi appiedato, con la mano sull’elsa della sciabola,  che volta le spalle alle Cascine e guarda diritto la fuga dei ponti è, come tutti i monumenti, una caricatura. Fa da spartitraffico della doppia corsia. Ha sulla destra il lungarno al suo punto terminale, gli ultimi bei palazzi e, avanzata, la pescaia…

Vasco Pratolini, Firenze, Metello

  Fu un brutto inverno, chiuso il cantiere del Romito, con nemmeno mezzo toscano nel corso di una giornata; e una giornata in cui s’incominciò e si lasciò in tronco un lavoro in Villamagna. […] Dopo tre mesi di disoccupazione, e ripugnandogli l’idea di mettersi un’altra volta a lavorare da facchino, non più soltanto mezzo…

Enrico Pea, Lucca

  Il colèra in inverno si combatte bene anche senza l’intervento del Volto Santo, che protegge le due Lucche. L’una la protegge dalle pestilenze, e l’altra dalla carestia. Lucca racchiusa entro i bastioni, e cerchiata d’alberi, con un goriello d’acqua in giro, e con le porte protette dai guasti leoni di sudicia pietra, non soffre…

Enrico Pea, Lucca – Il Volto Santo

  Il Volto Santo è famoso e temuto per la sua prepotenza, per il buco nero e ovale che ha di dietro a spia dei polmoni, e per quella ciabatta che buttò sul grugno a un poltrone Lucchese chiacchierone a piagnisteo, inginocchiato ai suoi piedi a reclamare miracoli senza fatica: « Aiutati che Iddio ti…

Guido Piovene, Bocca d’Arno

  Questa è l’unica città toscana in cui la vita delle acque del fiume, ormai prossimo alla foce, sia davvero presente. […] Come tutte le città fluviali, Pisa fa veramente tutt’uno coi suoi dintorni, cui sembra legata dalla vita sotterranea delle acque e dei cieli marini. Penso che il più bel viale d’Italia sia quello…

Guido Piovene, Pisa – Giardino Scotto, Scuola Normale Superiore

  Pisa possiede col Giardino Scotto il più romantico dei nostri giardini pubblici, recinto da una fortezza a uno dei capi del Lungarno; tra quelle mura s’alza in un prato l’antico platano, sotto cui recitò Goldoni.[…] Pisa si associa nel ricordo alle cadenze lente degli esametri virgiliani, ai bei sonni della gioventù, al flusso non…

Guido Piovene, Pisa

  Pisa e la sua provincia, specie quell’ampio corridoio che porta al mare ed in cui sorge la città ci chiamano soprattutto per la loro bellezza. La bellezza in Toscana è dura, con un velo di grazia; quella di Pisa fa eccezione, è di qualità riposante, e favorisce l’abbandono. Pisa è l’antitesi toscana di Siena,…

Guido Piovene, Toscana

  La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza. E’ un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia dei suoi paesaggio. Le valli intorno a Firenze, nel Pistoiese, in Lucchesia e altrove, con i loro giochi d’olivi chiari e di cipressi scuri, hanno una veste incantevole che sa…

George Gordon Byron, Pisa

Pisa con la sua torre pendente, il suo Duomo che somiglia a quello di Santa Sofia, mi dà l’idea d’una città orientale. […] Abito un palazzo feudale sull’Arno, famoso e antico, vasto abbastanza per ricettare una guarnigione, con carceri al di sotto e celle nei muri. Questo palazzo è così pieno di fantasmi che l’istruito…

Percy B. Shelley, Evening : Ponte al mare, Pisa

  1. The sun is set; the swallows are asleep; The bats are flitting fast in the gray air; The slow soft toads out of damp corners creep, And evening’s breath, wandering here and there Over the quivering surface of the stream, Wakes not one ripple from its summer dream. 2. There is no dew…

Percy B. Shelley, La sera: Ponte al Mare, Pisa

  1. Il sole è tramontato; le rondini dormono; nell’aria grigia i pipistrelli aleggiano rapidi e i rospi molli e lenti strisciano dai loro angoli umidi, e il soffio della sera vaga qua e là sulle acque tremanti del fiume, ma dal suo sogno estivo non risveglia un fremito. 2. Non c’è rugiada stasera sull’erba…

Leonida Rèpaci, Viareggio – Torre del Lago, la casa di Puccini

  Sembra, la casa di Puccini sul bordo del lago di Massaciuccoli, aspettare il Maestro da un momento all’altro. Ogni cosa tende l’orecchio alla vetrata da cui lui entrerà, già coglie il rumore dei suoi passi sul ghiaino.  Apparirà e tutto gl’impazzirà d’intorno, come un cane che abbia riveduto il padrone, né ritornerà a posto…

Carlo Cassola, Firenze

L’automobile cominciò a salire. Attraverso il velo liquido, s’intravedevano confuse forme d’alberi, la sagoma di una casa, due cipressi all’inizio di una stradina. […] La pioggia, sembrava dimuita d’intensità, mentre prima flagellava con violenza il vetro, ora solo poche gocce colavano adagio. Era cominciato un paese, si vedevano le porte, le finestre, le botteghe, qualche…

Carlo Cassola, Volterra

  La salita era terminata: sulla sinistra comparve una miriade di luci. La corriera si lanciò a tutta corsa per la discesa, e le luci si misero a ballare nel vetro del finestrino. – E’ Volterra ? – domandò Mara accennando alle luci. – È Volterra, sì… […] Improvvisamente Mara fu investita da una luce…

Leonida Rèpaci, Viareggio punta sul sole – 2/2

  Ripunta Viareggio ancora – sempre – sul sole e un’altra volta il sole non viene. Viene invece la pioggia. Sotto la pioggia Viareggio è spaventosa. Pallida come la cera la spiaggia non sa né come né dove ripararsi. E’ una nudità totale sulla quale l’acqua sferzata dal vento marino lascia il segno.. non c’è…

Leonida Rèpaci, Viareggio punta sul sole – 1/2

  Ecco una spiaggia che gioca tutto sul sole. Viene il sole: e Viareggio è ricca. Diventa oro la rena, ogni filo d’erba, l’acqua delle fontane, il marmo delle montagne. Ripunta Viareggio sul sole, il sole ritorna più caldo, accresce il numero degli ombrelloni sulla spiaggia, accende morbidi moerri sull’acqua. Ripunta Viareggio sul sole, il…

Leonida Rèpaci, Viareggio – Ricordi d’estate

  23 luglio 1939. Sono a Viareggio. Mi ci fermerò quattro giorni, quanto basta – insinua l’amico Pietri –  per non avere più il coraggio di lasciarla. Certo la spiaggia quest’anno è più irresistibile che mai. Da tanto tempo che la conosco, mai Viareggio si è fatta un viso più chic. L’abolizione delle siepi che cingevano…

Gianni Rodari, La Torre di Pisa

  Il professor Grammaticus, una volta andò a Pisa, salì sulla Torre pendente, aspettò che gli passasse il capogiro e cominciò a gridare: – Cittadini! Pisani! Amici miei! I Pisani guardarono per aria e si rallegrarono: – Oh, la Torre s’è messa a parlare e a fare i discorsi. Poi videro il professore, e lo…

Orio Vergani , Viareggio – Sonno invernale

  Come i ghiri, la spiaggia dorme il suo sonno invernale.  I lumi dei grandi rettifili sono spenti, le persiane degli alberghi serrate, le fontante mute. Le automobili passano rare e silenziose, chè non c’è da metter sotto nessuno. Il passo indietro nel tempo è subitaneo, e si torna negli anni primi del secolo scorso, quando…

Orio Vergani , Questa era Viareggio

Andiamo a vedere Viareggio. L’hai intravista, un giorno, quando sei arrivato, carico delle tue valigie imbottite di abiti bianchi, di costumi azzurri, di scarpe di gomma. […] Piccola città, non si capisce se di mare o di pianura, perché del mare, per un tratto tu non hai il più piccolo sospetto,  e che sia di…

Mario Tobino, Case viareggine

  Di tali case, così semplici e belle, che sembra mantengano il silenzioso sospiro delle mogli fedelmente in attesa, ancora ne esistono, specie nelle strade più umili e distanti dalla spiaggia. Sono case di esile statura, di un solo piano, oltre quello terreno; la facciata è tinta di un giallo che sembra abbia un velo…

Mario Tobino, Viareggio – Bagnine

  Le bagnine erano mogli di marinai, più spesso vedove […]. Avevano la rugosità del bastingaggio dei bastimenti, dei barcobestia, portavano lunghe sottane di cotone, a righe bianche e celesti, il corsetto attillato, chiuso fino alla gola. Rispondevano, ascoltavano, servivano, ma non partecipavano, mai più si misuravano con in forestieri, i quali poi, tra di…

Mario Tobino, Viareggio – Bagno Nettuno

  Il Nettuno era tabù. Una rete difendeva la sua spiaggia dalla plebe. Per entrarvi si doveva scendere in acqua fino al ginocchio, oltrepassare il capo della palizzata. E una volta entrati nella sua area ben pochi osavano addentrarsi nella spiaggia, in quell’anfiteatro di un calmo color giallo oro. […] Il Nettuno era il bagno…

Mario Tobino, Viareggio – La Galleria Nettuno

  Era una brevissima strada che si dipartiva dal viale e si avventurava verso il mare: un antro di meno cento metri, una grotta fatta di legno e di vetrine. Dentro di essa una luce stupita come in un acquario. […] Una notte la Galleria bruciò. Le costole di legno, incurvate a fare la cupola,…