Sebastiano Vassalli,  Bolgheri, oltre i cipressi

  Dalla collina di Bolgheri a San Guido, “giù de’ cipressi per la verde via” di carducciana memoria scendono ora le automobili e si immettono in quella via Aurelia che forse ai tempi del poeta recava ancora qualche vestigio delle sue origini romane, e adesso è un nastro d’asfalto percorso in entrambe le direzioni da…

Ferdinando Martini,  Firenze – NeI paese di Bengodi

  Pietro Giordani lasciata nel luglio del 1824 Piacenza donde per suggerimento « dei più vili avanzi di corda » lo cacciava l’amante della svergognata vedova di Napoleone, riparava a Firenze; di là scriveva agli amici, datando le lettere : dal paradiso terrestre, e augurava agli amici stessi l’esilio affinchè potessero godere di quel paradiso….

Ferdinando Martini, Firenze, Gente illustre

  Io sopravvivo ad un mondo scomparso ; e ove mi avvenga di domandare ad alcuno: — Ve ne ricordate? — mi guardano attoniti e mi rispondono : — Come è egli possibile che io me ne ricordi ? Queste parole di Massimo Du Camp narrante episodi della sua adolescenza mi tornano a mente nel…

Mark Twain, Firenze

  Lontano, nella valle, Firenze rosa e grigia e bruna, con l’antica enorme cupola della cattedrale dominante nel mezzo, come un pallone frenato. Tutto in giro all’orizzonte una frangia di marosi, le alte colline azzurrine cosparse di innumerevoli ville bianche. Dopo nove mesi di familiarità con questo panorama, io penso ancora, come al principio, che…

Giacomo Puccini, L’olio di Lucca

  Carissima Mamma, Ieri ho avuto la 2° lezione di Bazzini, e va benissimo. Per ora, ho quella sola; ma venerdì incomincerò l’estetica. Mi son fatto un orario così disposto: la mattina mi alzo alle otto e mezza; quando ci ho lezione, vado. In caso diverso, studio un po’ di pianoforte. Mi basta poco; ma bisogna che…

Albert Camus, Pisa

  Stanchezza e voglia di lacrime. Solitudine e sete d’amare.  Pisa, finalmente, viva e austera, coi suoi palazzi verdi e gialli, le sue cupole e, lungo l’Arno severo, la sua grazia. Come è nobile il suo rifiutarsi. Città pudica e sensibile. E così vicina a me di notte nelle strade deserte…che passeggiandovi solo, la mia…

James Fenimore Cooper, Pisa – La Torre

  Forse saprete che si discute molto se la torre, o il campanile, sia stata costruita così inclinata, o se sprofondò da una parte a causa di un difetto alle fondamenta. Quanto a me, mi schiero dalla parte di chi sostiene la prima tesi. Guardando una riproduzione vi accorgerete che la torre è composta da…

James Fenimore Cooper, Pisa – Santa Maria della Spina

  Pochi posti in Europa sono più interessanti di questo angolo di Pisa e però c’è una piccola cappella sulla riva del fiume, chiamata Santa Maria della Spina, degna della città, che, secondo la tradizione, custodisce una spina della corona del Salvatore. E’ un minuscolo edificio di marmo e, a suo modo, una delle cose…

James Fenimore Cooper, Pisa

La prima cosa che intravvedemmo di Pisa fu la Torre e le cupole, essendo le case e le mura così basse che si potevano vedere a stento. C’era, comunque, un tratto pregevole d’acquedotto, che cominciava dalla montagna e annunciava l’avvicinarsi della civiltà. […] Pisa merita di essere vista, perché una volta era importante, ed ha…

Giorgio Manganelli, Volterra

  Da Pisa io volevo raggiungere Volterra. Avrete già ricevuto una mia postcard da Volterra, per cui non posso sperare di indurvi in una condizione di artificiosa suspense. Posso tuttavia assicurarvi che andare a Volterra non è facile per chi non abbia macchina sua propria. Domenica doveva essere il giorno dell’involterranamento. Il dì innanzi, a Pisa,…

Giorgio Manganelli, Pisa

  Poi, giro di Pisa, e ricognizione alle sinopie: una goduria. Bello specialmente il venditore di brigidini davanti alla porta del Battistero, che strillava la sua merce butirrosa. Dio li maledica. Mi hanno assicurato che è autorizzato, un solo venditore di cibi alla volta può stare sul sagrato: i modi che costui poi tiene per attirare…

Giorgio Manganelli, Pistoia

La mattina di venerdì mi venne voglia di andare a Pistoia: ma l’idea mi venne alle 9 e mezzo. Troppo tardi: quindi ci andai.  Arrivai alle dodici, quando già chiudevano le chiese, e i santi mettevano i grossi piedi callosi nell’acqua di seltz. Che fare ? Breve ricognizione: riparto per Prato. Sosta nei giardini di…

Giorgio Manganelli, Prato

  Facendo perno su Lucca sono andato a Pistoia e a Prato. A Prato, uno dice, che c’è ?  Il Vescovo, ma quello mica lo fanno vedere ai turisti generici; è il piatto forte, al tempo dell’arena ai leoni lo servivano con vini della Mosella, e garmi di tartufi. No, no, non la besciamella di…

Giorgio Manganelli, Lucca

Roma, 27 agosto 1961 (forse bastava mettere l’anno per distinguerla dalle altre lettere) […].  Ad ogni modo, se voi gente casalinga e sedentaria, al punto che dove sosta ha bisogno di costruirsi una casa con doppi servizi, bar, doccia, garage, frigorifero e modern fold, se no uno mica si sente a son aise, è come…

Luigi Testaferrata, L’Altissimo

  Il ritorno in Versilia mi ha purificato la testa, mi ha alleggerito il sangue come se avessi subito un completa trasfusione. Vedo il celeste, il grigio, l’azzurro, il bianco violento dell’Altissimo: mi ridico che è il monte più bello del mondo. E penso che sia il più bello perché ha la castità della creatura…

Luigi Testaferrata, Pruno, forse il paese più pulito d’Italia

Oltrepassammo Ponte Stazzemese, prendemmo la stradina a sinistra, salendo per la montagna passammo attraverso i paesi di Cardoso e di Volegno e arrivammo nella piazzetta di Pruno. Un paese pulito, forse il paese più pulito d’Italia insieme a Martina Franca in Puglia. Le facciate delle case erano bianchissime, tutte tirate a calce, oppure rosate e…

Luigi Testaferrata, Versilia

La spiaggia, dalla lontananza da cui la guardavo, s’era appiattita: un filo giallo con qualche casa appena delineata e una breve riga di verde alle spalle, la pineta bassa bassa. Sopra, le montagne raggiungevano altezze incredibili. Riscoprivo la terra, avevo la senzazione netta della bellezza e della grazia di tutti i posti: come in un…

Mario Soldati, Versilia

La fine di uno splendido pomeriggio d’estate. Anche il luogo, splendido: una vecchia villa, a mezza costa dell’ultima montagna ligure, quasi a picco sulla foce della Magra. Il panorama che avevamo di fronte, di una grandiosità ineguagliabile, è rimasto impresso nella mia memoria con la stessa precisione di certi capolavori: Cezanne, Van Gogh, Leonardo… Davanti…

Carnevale di Viareggio 2018 – 7

  Carro di Prima Categoria “In un mondo che prigioniero è” di Roberto Vannucci Da un lato l’esagerata spensieratezza, dall’altro il dramma di chi viene privato della libertà nei regimi dittatoriali. […] La costruzione con la forza dell’impatto vuole scuotere le coscienze e far aprire gli occhi a chi crede di essere libero ma è…

Carnevale di Viareggio 2018 – 6

Carro di Prima Categoria “No, tu no” dei fratelli Breschi […] L’ingiustificato menefreghismo delle Istituzioni costringe le molte persone con disabilità permanente o temporanea all’emarginazione sociale, civile e lavorativa. […] Abbiamo scelto la spensierata allegria di Pulcinella, l’ironica maschera della Commedia dell’Arte, poiché incarna la volontà di lottare, ma sempre con il sorriso sulle labbra,…

Carnevale di Viareggio 2018 – 5

  Carro di Prima Categoria “Aspettando Godot” di Alessandro Avanzini Liberamente ispirato all’opera “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Tema dominante: l’attesa. La figura principale si ispira, come nella piece teatrale, ad un clochard .  […]   (  Descrizione del  carro dal sito della Fondazione Carnevale di Viareggio : viareggio.ilcarnevale.com  )