Idelfonso Nieri – Bisogna saperle fino in fondo le cose


Lucca - The Story of Lucca - Janet Ross and Nelly Erichsen - 1912
Lucca – Immagine tratta da “The Story of Lucca” – di Janet Ross and Nelly Erichsen – 1912

Tu, caro lettore, prete Gei non credo che tu lo possa aver conosciuto, perchè sei nato troppo tardi; ma prete Gei era in floribus una cinquantina d’anni fa. Non l’ho conosciuto neanch’io, ma me ne han parlato i vecchi di quei tempi, vo’ dire i vecchi che allora eran giovani, si capisce.

Era un còso alto, tarchiato, grasso e grosso e ignorantotto pur assai, e quando si pigliava cogli altri preti ai desinari, per le ricorrenze di pappatoria, dopo che si erano ingabbiati di ciccia e di vino come maiali (salvando quello che amministrano), aveva sempre questa parola: «A sapienza siàm lì lì; a quattrini n’ho più io, e a questi (mostrando i pugni chiusi) vi piglio tutti».

Era peggio di papa Sisto che non la perdonò neanche a Cristo.

Una volta, quando era rettore nel terzo o quarto paese (perchè ogni po’ po’ doveva mutare, da tanto che si faceva voler bene), s’era messo in un prunaio per via di una ragazza, ma oo! proprio una faccenda seria. I paesani l’ingollavan male, e bofonchiavano; certi giovanotti fumini, prima gli allentarono qualche legnata sorda; poi, si vede non era bastato, una sera che tornava a casa dopo il tócco gli sfruconarono una trombonata a veccioni dietro, che gli conciarono una groppa come un’or’ di notte; dove poi gli fanno ricavate le satire:

Al chiaror della luna e delle stelle
Forata a casa riportò la pelle.

Allora, visto che non si faceva più di noccioli; prese le su’ scarabattole, e mutò aria. Ma tanto, non potendo fare altro per vendicarsi, l’ultima volta che uffiziò in quella chiesa, arrivato alla fine, diede la benedizione, com’usa, e nel mentre faceva il Segno della Croce sul popolo, disse: «Montes et omnes colles descendant super vos et maneant semper».

Chi voleva prete Gei, non era mica in chiesa col breviario davanti, aibò! Chi voleva prete Cei, era in cantina o all’osteria col bicchiere in mano. Lo chiamavano Don Trinca, o Prete Scimmia, perchè eran più le sere che andava a letto colla scimmia che in cervello. Quando poi aveva alzato la gloria, e cominciava la chiacchierina, ragionava così: «Chi ben mangia ben beve; chi ben beve ben dorme; chi ben dorme ben vive; e chi ben vive ben muore; dunque per morir bene bisogna mangiar bene».

Lo diceva e lo faceva, che per bere era una spugna, e per mangiare avrebbe divorato vitam aeternam e sarebbe corso di dietro a ammen. Figuratevi che una volta che l’acqua l’aveva rinchiuso in un paesetto dove non c’era macello, si fece fare due libbre di pasta asciutta, e si fece accomodare nel tegame colle su’ ulive, due filze d’uccelli che non finivan mai: eran cinquantaquattro. Venuta l’ora, messe le ginocchia sotto la tavola, merendò ogni cosa come un signore, e ci schiaffò su tre boccali del meglio che ci fosse, senza contare il gran guasto che aveva fatto nel formaggio. Finito che ebbe, gli domandarono come gli eran parsi gli uccelletti. Rispose serio: «Pochi, ma buoni!»

Al Vescovo dunque gli erano stati fatti diversi rapporti, uno più salato dell’altro, sul conto di questo prete, specialmente per via dell’imbriacarsi; perciò un giorno lo richiamò. «M’è stato detto e provato con buoni testimoni, che voi bevete, e bevete dimolto. Questo non istà bene, è una vergogna, a una persona che riveste il vostro carattere e deve servir d’esempio e di modello agli altri».

E poi tante e tante altre cose, tutte per le buone sì, ma un esordio severo che un altro non avrebbe più trovato neanche la porta per tornar fuori. Don Cei lo stette a sentire pacificamente senza scomponersi; lasciò parlare il vescovo fino a che gli parve, e quando ebbe finito, con quella sua faccia fresca rispose solamente: «Eccellenza, a lei gli han detto che bevo molto; ma non gli hanno mica detto la sete che ho!».

 

( Idelfonso Nieri, Bisogna saperle fino in fondo le cose, tratto da “Cento racconti popolari lucchesi”, 1908 )

 

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  1. Miss Precisetti scrive:

    Uno dei miei blog preferiti 🌼😊

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