Eugenio Müntz, Firenze – Palazzo Pitti: interno


Firenze - Palazzo Pitti - Facciata posteriore
Firenze – Palazzo Pitti – Facciata posteriore – immagine tratta da “Firenze e la Toscana” di E.Muntz – 1899 – Fratelli Treves Editori

Nell’interno del palazzo, tutto respira una magnificenza regale: sulle vòlte, delle splendide pitture si confondono alle cariatidi in stucco, esuberanti di vitalità: sui muri si stendono ricchi panneggiamenti di seta rosso-ciliegia o verde, che diversamente dalle nostre carte dipinte non fanno concorrenza alcuna ai quadri, perchè le stoffe assorbono la luce, in luogo di rifletterla.

Dinanzi ai capolavori, o negli angoli delle sale, delle belle sedie dorate, su cui ogni più umile visitatore può sedersi.  Se il titolo “Uffizi”, che ha qualche cosa di plebeo, spiega la disposizione sobria e alquanto democratica di quel museo, il ricordo di Pitti, l’orgoglioso patrizio, imponeva invece ai suoi successori l’obbligo di fare qualche cosa di grandioso.  Ciascuna delle dodici sale prende il nome dalle pitture che ne formano la decorazione: sala dell’Iliade, sale di Saturno, di Giove, di Marte, d’Apollo, di Venere, dell’educazione di Giove, di Ulisse, di Prometeo, della Giustizia, di Flora e dei Putti.

La galleria Pitti non è un’ aggiunta al Museo degli Uffizi. Principii affatto diversi hanno presieduto alla sua formazione. Organizzandola, i Medici consultarono il loro piacere individuale, anziché l’interesse generale : dopo aver fatto tanto pel pubblico, bisogna pur riconoscere ch’era nel loro diritto disporre come meglio credevano i loro appartamenti privati !   Ne risultò che Pitti non offre il carattere metodico degli Uffizi; ma se le serie vi sono meno complete, se l’insieme n’è meno istruttivo, in compenso i capolavori vi sono in numero assai maggiore.

Il Perugino, Raffaello, Fra Bartolomeo, Andrea del Sarto, Bronzino, Giorgione, Tiziano, Paolo Veronese, eccovi i signori di questa dimora. Del secolo seguente si distinguono Rubens e Van Dyck, l’uno col ritratto dei Quattro Filosofi, e diverse altre tele, l’altro con quello del Cardinale Bentivoglio; Murilo ha due belle Madonne, Velasquez tre ritratti, tra i quali quello di Filippo IV a cavallo; Rembrandt ha pure due ritratti, di cui uno lo rappresenta con un mantello di velluto, un collare d’acciaio, e una catena d’oro.

[…]

 

( Eugenio Müntz, brano tratto da “Firenze e la Toscana”, Fratelli Treves Editori, 1899 )

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  1. marzia scrive:

    L’elenco dei signori di questa dimora parla da solo!

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