
Fra i più singolari manufatti cortonesi. volgarmente detti ciclopici, è la tomba situata sulla pendice meridionale del monte, circa un chilometro in linea retta più bassa della Porta S. Agostino, sepolcro capricciosamente denominato Grotta di Pitagora.
Di forma circolare all’esterno, ha nello zoccolo il perimetro di m. 23,03, la muraglia sopra lo zoccolo alta m. 1.39, quindi una fascia già sottostante ad altre pietre adesso sparite.
Nella porta vedonsi incavati sull’architrave i grossi buchi pei cardini delle imposte in pietra che chiudevano il sepolcreto. Le pareti della cameretta funebre sono rettilinee, ed internati nelle muraglie hanno sei loculi per deporvi le urne con le ceneri dei cadaveri cremati. Quattro sassi cuneiformi lunghi m. 2.90, larghi e altri in media m. 0,63, perfettamente aderenti fra loro, formavano la volta della cameretta ; ma ne rimane al posto uno solo ; gli altri furono travolti. Anche nelle attuali condizioni di deperimento, questo sepolcreto dimostra la perizia dei nostri arcavoli nel lavorare pietrami e nell’edificare.
( Girolamo Mancini, brano tratto da “Cortona, Montecchio e Castiglione Fiorentino” – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1909 )